Florovivaismo: calano superfici e aziende in Veneto

Battuta d’arresto nei trend di crescita della superficie investita a florovivaismo,“fiorisce” invece la produzione e cresce import da paesi extra UE. Le analisi di Veneto Agricoltura.Il 2010 registra un calo dell’1% rispetto al 2009 della superficie regionale adibita al florovivaismo in concomitanza ad una contrazione del numero di aziende attive, scese a 1671 unità (-3,5% rispetto all’anno precedente). Nonostante ciò promette bene la produzione, stimata ad una crescita di 1,38 miliardi di pezzi (+7% rispetto al 2009). Questo è quanto emerge dalle analisi degli esperti di Veneto Agricoltura con i dati forniti dal Servizio Fitosanitario Regionale, pubblicate nell’ultimo numero della newsletter “Florovivaismo Veneto” dell’Azienda Regionale, che analizza i diversi aspetti produttivi ed economici del comparto florovivaistico veneto. Dalla diminuzione del numero di aziende operanti, ne è però conseguito un aspetto positivo, si è infatti registrato un aumento dellla superficie media che ogni azienda adibisce a colturee florovivaistiche, 1,9 ha/azienda (+5% rispetto al 2009). Sono ancora i piccoli produttori a far da traino al settore e in particolare, le imprese dedite al comparto di vivaismo ornamentale (1500 unità) seguite da quelle del vivaismo orticolo(519 unità) e frutticolo (266 unità). Gli altri comparti pur prensentando minor numerosità, puntano ad un elevata specializzazione, come per esempio il vivaismo viticolo (51 unità) o altri comparti di nicchia(tappeti erbosi, fragole, piante grasse). Non registra variazioni invece rispetto al 2009, il numero di aziende che ha ottenuto la CAC (Certificazione di Conformità Agricola Comunitaria): 206 unità totali. Per quanto riguarda invece la provenienza del materiale da coltivare, si è registrato un calo di forniture e approvvigionamenti da aree limitrofe (regionali,nazionali,europee), mentre sono aumentati quelli dai paesi extra Unione Europea (dal 2.9 a 4%): scelta strategica che comporta da un lato la riduzione dei costi sui fattori di produzione ma dall’altro presenta un conseguente rischio di scarsa propensione all’innovazione. Altri dati interessanti: la vendita diretta (a privati e hobbysti), utilizzata comunque dal 90% delle aziende,registra un calo a favore della quota di prodotto ceduta ai commercianti all’ingrosso (8,1%); un segnale che evidenzia come dimensione e struttura aziendali siano tali da competere e relazionarsi con i grossisti.
Il 2010 si può dunque presentare come un anno di ritrovata competitività e capacità delle aziende florovivaistiche venete di occupare mercati “più difficili” fuori dei confini regionali. A testimoniarlo un aumento delle vendite nazionali e, anche se a scapito di una distribuzione local-regionale, un’ espansione dell’area di commercializzazione all’estero ( dal 3,1 al 4,5% del totale).

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