Florovivaismo: i dati del comparto presentati a Floromart


Il saldo commerciale italiano 2009 di import-export di piante e prodotti florovivaistici si mantiene sempre positivo (167 milioni di euro), ma diminuisce di circa il 18% rispetto al 2008. Il saldo si mantiene positivo anche in termini di quantità (241 mila tonnellate), ma anche in questo caso in calo dell’11% rispetto al 2008 (analisi Veneto Agricoltura su dati Istat, banca dati Coeweb sul commercio estero). L’analisi di Veneto Agricoltura (su dati Ismea) per area geografica, vede ai vertici dei consumi le regioni del Sud con la Sicilia (30% del totale nazionale) e il Nord Ovest (26%). Il Nord-Est, con l’Emilia-Romagna, è l’area con la quota di spesa più bassa (21%), mentre Centro Italia e Sardegna, raggiungono il 22,5. Nel primo semestre del 2010 i dati evidenziano un ulteriore calo dei consumi del 1% rispetto allo stesso periodo del 2009: in particolare solo nel mese di aprile si sono registrati valori di spesa superiori a quelli dei mesi corrispondenti negli anni precedenti. Per quanto riguarda il Veneto e il Nord-Est, nel primo semestre 2010, la spesa di fiori e piante viene stimata in circa 260 milioni di euro, in leggero aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2009.

Gli esperti di Veneto Agricoltura, l’Azienda della Regione per i settori agricolo, forestale e agroalimentare, che hanno operato anche sui dati forniti dal Servizio Fitosanitario Regionale, fanno notare come sia cresciuta in Veneto la superficie investita a florovivaismo con un aumento del 30% negli ultimi 5 anni (3220 ettari nel 2009 +7% sul 2008). Cresce anche il numero di aziende agricole (soprattutto piccoli produttori) dedicate a questo settore. In particolare la produzione è stata di circa 1,38 miliardi di piante composta prevalentemente da materiale vivaistico (+76%). Trova poi conferma la pratica dell’autoproduzione del materiale di base da coltivare da parte delle aziende (42%); nel complesso, quindi, si riduce la dipendenza delle aziende venete dalle forniture provenienti da fuori regione. L’area di commercializzazione rimane prevalentemente confinata (63% delle vendite) dentro la regione: in leggero aumento le vendite a livello locale (36%) a scapito di quelle realizzate comunque in ambito regionale (27%), ma soprattutto rispetto a quelle destinate a livello nazionale (33%) ed estero (3%). Il dettaglio regionale, disponibile solo per le piante vive, evidenzia per il Veneto un aumento delle importazione (35 milioni di euro, +14% rispetto al 2008) a fronte di un calo anche più consistente delle esportazioni (poco meno di 23 milioni di euro, -17%). Di conseguenza peggiora il saldo negativo che si porta a -22,8 milioni di euro in aumento del 42% rispetto al 2008 e in controtendenza con il dato nazionale. Tuttavia il Veneto e tutta la zona del Nord-Est registra un aumento della spesa media per acquirente, che passa da 79 a 83 euro, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Ciò conferma una maggiore capacità di tutta l’area di sopportare le difficoltà legate all’andamento economico generale, che invece a livello nazionale incide in maniera negativa sia sul numero di acquirenti che sulla spesa media mensile, con ovvie ripercussioni sulla spesa complessiva finale.

Nell’occasione Veneto Agricoltura presenterà nel suo stand i servizi offerti dal suo “Centro Vivaistico e per l’Attività Fuori Foresta” di Montecchio Precalcino (VI), impegnato nella produzione, coltivazione e vendita di circa 150 specie di alberi e arbusti proprie degli ambienti planiziali, collinari e montani del Veneto. Il “Centro” ha recentemente ottenuto anche la certificazione ISO 22005:2008 sulla “Rintracciabilità di filiera del materiale di propagazione dalla fase di raccolta a quella di vendita del prodotto finito al cliente (trasporto incluso)”.

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