Fondi europei: obiettivo raggiunto

“I numeri dicono che mancano ancora due milioni di euro per evitare qualsiasi forma di penalizzazione finanziaria da parte della Commissione europea. Questa la dichiarazione del ministro per le politiche agricole Giancarlo Galan, che aggiunge : In realtà, con i pagamenti in fase di contabilizzazione in queste ore, anche le Regioni Molise e Basilicata raggiungono il livello di spesa necessario per evitare il disimpegno automatico dei fondi messi a disposizione dall’Unione europea nel settore dello sviluppo rurale. Si tratta di un risultato eccezionale, che premia gli sforzi compiuti negli ultimi mesi dal Ministero delle politiche agricole, dalle Regioni, da Agea e dagli altri organismi pagatori.
Basti pensare che dal 1° gennaio 2007, giorno di inizio dell’attuale programmazione, al 30 giugno 2010, erano stati erogati attraverso i Programmi di sviluppo rurale (Psr) appena 2,6 miliardi di euro di contributi pubblici (con una capacità di spesa media annua pari a 740 milioni di euro). Solo negli ultimi sei mesi sono stati invece effettuati pagamenti per un controvalore di circa 1,42 miliardi di euro, evidenziando una capacità di spesa media di 2,8 miliardi di euro all’anno. Tutto ciò è stato possibile soprattutto grazie alla sensibilità degli Assessori regionali, che hanno compreso l’importanza della posta in gioco e hanno messo in pratica tutte le azioni condivise a livello nazionale per recuperare il tempo perso negli anni precedenti.
Con questo risultato il vantaggio ovviamente è duplice: da un lato, il “sistema Italia” dimostra di sapersi organizzare per rispettare le rigide scadenze imposte dalle regole comunitarie. Dall’altro lato, tenuto conto che gran parte dei contributi erogati attraverso i Psr sono destinati alla realizzazione di investimenti, le imprese agricole italiane evidenziano una vitalità e una voglia di investire che deve essere assolutamente assecondata, se vogliamo sfruttare le opportunità offerte da queste forme di intervento per uscire al più presto da una delle crisi più difficili degli ultimi anni.Rispetto agli altri programmi finanziati con fondi comunitari, tra l’altro, il settore agricolo non ha beneficiato di alcuna deroga. Nel settore dei fondi strutturali, la bassa capacità di spesa è stata compensata da una soluzione contabile che sposta in avanti nel tempo l’obiettivo di spesa previsto per evitare il disimpegno. In altri casi si è fatto ricorso alla modifica della partecipazione finanziaria tra Stato e Commissione europea.Nel settore agricolo invece non è stato adottato alcun marchingegno contabile e questo aspetto risulta di particolare importanza anche in vista della trattativa che dovremmo affrontare nei prossimi mesi, sia sulla riforma del bilancio comunitario che sulla revisione della Politica agricola comune”.
Positivo il commento di Franco Verrascina, presidente di Copagri: ”Esprimiamo soddisfazione per quello che sembra un importante risultato e, soprattutto, insperato pochi mesi fa. Il gioco di squadra tra l’Amministrazione centrale, quelle regionali e gli enti pagatori ha funzionato dimostrando la bontà della nostra posizione”. Cio’ che ‘e stato fatto ”deve essere d’esempio per un ordinario e funzionale utilizzo dell’intervento pubblico, sia esso nazionale o, come nella fattispecie, comunitario” afferma Verrascina che invita a ”far tesoro dell’esperienza e prevenire in futuro emergenze e rischi come quelli di quest’anno attraverso una seria e concertata programmazione degli obiettivi, delle strategie, degli strumenti e, dunque, di un’efficace spesa”. Il presidente di Copagri esprime ”un plauso al Ministro Galan, agli assessori regionali con il coordinatore Stefàno in testa e al presidente di Agea Fruscio ed agli amministratori degli enti erogatori regionali”. (ANSA).

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