Food tax: Federalimentare, misura ingiusta


Federalimentare si scaglia contro l’ipotesi di una food tax anti-obesità. “Una tassa che gli italiani non vogliono, secondo un recente sondaggio Ipsos, l’85,6% è contrario all’introduzione di un simile provvedimento e l’81,5% la ritiene una misura finalizzata solo a fare cassa, non ad orientare i consumi” sostiene la federazione delle aziende dell’industria alimentare. “Una tassa del genere mi sembra ingiusta per non dire odiosa, ingiustificata e pericolosa” dice il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua, riferendosi a dichiarazioni del ministro della Salute pubblicate oggi da un quotidiano. E’ “ingiusta, perché andrebbe a colpire soprattutto le famiglie più deboli dove la spesa alimentare è ancora parte cospicua del proprio portafoglio – spiega Ferrua – Ingiustificata, perché gran parte dei nutrizionisti concordano nel dire che non esistono di per sé cibi buoni o cattivi, ma solo un sano e corretto stile di vita in cui l’apporto calorico è bilanciato dal movimento. Pericolosa perché, oltre al danno d’immagine per il nostro made in Italy, inasprirebbe ulteriormente la contrazione dei consumi alimentari”.
Federalimentare entra nel merito delle ipotesi di tassazione per contestarle una ad una. Quanto ai superalcolici, “hanno già le accise fra le più alte d’Europa con un consumo ridotto oggi a un terzo rispetto a venti anni fa”. Quanto al settore delle bevande analcoliche in Italia ha un forte impatto sul sistema economico locale con circa 25 mila addetti per un fatturato pari a oltre 1,9 miliardi di euro e sarebbe messo a rischio da una nuova tassa. L’Italia, inoltre, non si segnala tra i massimi consumatori di bevande analcoliche: meno di 50 litri annui pro capite contro la media europea di 76 litri e ben distante dai 100 dei Paesi del Nord Europa o di altre economie avanzate come Canada e Stati Uniti. L’industria alimentare italiana poi, è impegnata sin dal 2005 in una profonda riformulazione dei propri prodotti che ha portato ad esempio alla diminuzione del 25% dei grassi totali e del 35% dei grassi saturi negli snack salati, alla riduzione del 10% di sale nel pane industriale o al limite massimo di 15 grammi di zuccheri totali per 100 grammi nello yogurt e nei latti fermentati, ed è pronta a proseguire la collaborazione già avviata in proposito sin dal 2007 con il Ministero della Sanità grazie al programma Guadagnare Salute e a effettuare importanti interventi per la massima diffusione di una corretta educazione alimentare, unico contrasto efficace al sovrappeso.

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