Foreste Casentinesi: inverno caldo nel parco nazionale

Sorpresa: in Appennino c’è un turismo invernale… differente. “C’è una rivoluzione in atto nel turismo invernale: Neve Natura, il programma promosso dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, lo sta dimostrando”, a rilevarlo è Fausto Giovanelli, il presidente dell’Ente, nel mezzo di un febbraio particolarmente denso di eventi.
Il Trofeo Schiaffino, la manifestazione di sci alpinistico svoltasi il 21 febbraio, con il sostegno del Parco, a Lagdei (Parma), ha riscosso un grande successo, soprattutto tra i giovani. Intanto Neve Natura, il progetto di educazione ambientale e promozione turistica, pensato per le scuole medie e superiori, prosegue. E’ arrivato a Monte Orsaro e Pianvallese la settimana scorsa, con l’Istituto Comprensivo di Villa Minozzo; proseguirà con quello di Carpineti. A Succiso è la volta dell’Istituto Turistico Alberghiero di Salsomaggiore, sul luogo dal 22 al 26 febbraio. Un’immersione totale nelle nevi dell’Appennino, a partire dal Centro visita del Parco. La traversata del crinale con i cani da slitta, o sleddog, a gennaio ha richiamato oltre un centinaio di nuove presenze da tutta Italia. Le ciaspolate sono ormai una realtà consolidata per il fine settimana a Cerreto Alpi, Succiso, Pratizzano, Pradarena, e persino in luoghi più bassi, come Sologno, dove le passeggiate notturne con le ciaspole inducono nuovi pernottamenti.
“I numeri in aumento non arrivano dallo scii tradizionale ma da una frequentazione della neve più legata alla natura e alle libere escursioni – dice Fausto Giovanelli –. Gli appassionati di sleddog, nordik walking, sci di fondo, ciaspole sono ormai numerosi e in grande aumento. Cambiano i gusti e cambiano i mezzi. Anche le visioni e le politiche del turismo invernale devono cambiare e alla svelta”.
Prosegue il presidente: “Neve Natura è una realtà, anche se molto resta da fare, perché manca ancora un’offerta di servizi turistici orientati in questa direzione”
“Certo – conclude il presidente – nella regione Emilia Romagna esistono poli dello sci tradizionale come il Cimone ed alcuni altri, ma l’Appennino si estende su un territorio più lungo: nuove vie si possono esplorare e nuovi borghi, nuove imprese si possono valorizzare. A fare turismo in inverno non sono solo i biglietti degli impianti: è bene che questa riflessione si faccia strada presso la Regione e le Province. E’ proprio nei momenti di difficoltà che occorre saper dare valore ai segnali positivi. Come questi”.
(foto: C.Tassinari)

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