Forlimpopoli: stasera pesche e sangiovese

Emilia Romagna e Toscana brindano a Pellegrino Artusi, padre indiscusso della moderna cucina italiana, con un gustoso cin cin alla biodiversità. Sul palcoscenico di Forlimpopoli (Fc), le due regioni sfoggiano, cucinano e vendono le loro eccellenze; mettono in mostra i gioielli dell’agricoltura italiana, salvati dai produttori di Campagna Amica; e brindano al made in Italy che sa dare spettacolo e fare cultura. Nel centro storico di Forlimpopoli, lungo via Costa, davanti al mercato di Campagna Amica, Patrizio Roversi di Turisti per caso è (non per caso!) sarà l’ospite d’onore dell’aperitivo NoStrano di Campagna Amica, che giovedì alle 20.00 assieme a un gruppo di ospiti eccellenti racconterà di tradizione e innovazione. Con Patrizio Roversi, ci sono Toni De Amicis, Direttore Generale Fondazione Campagna Amica; Tiberio Rabboni, assessore all’agricoltura della Regione Emilia Romagna; Gianluca Lelli, Direttore Coldiretti Emilia Romagna; Filippo Tramonti, Presidente Coldiretti Forlì-Cesena; Paolo Zoffoli, sindaco di Forlimpopoli; Laila Tentoni, vicepresidente di Casa Artusi, Cupellaro di Bridges.
L’Aperitivo di Campagna Amica alla moda Artusiana comprende crostini di farina di antico grano Verna con fagiolini zolfini e fegatini, ma anche pane montanaro con salame di mora romagnola e finocchiona. Per completare l’aperitivo ci sarà la frutta di stagione proposta in spiedini dove la tradizione rappresentata dalle albicocche della Val Santerno, sono affiancate dalle pesche e nettarine di Romagna FAI, firmate dagli agricoltori italiani, presentate per la prima volta in pubblico.
Il pezzo forte dell’aperitivo sarà rappresentato dalla tradizione che diventa assoluta innovazione: il Sangiovese di Romagna in versione vivace, spumantizzato naturale, abbinato alle pesche e nettarine, la frutta migliore per affrontare il caldo estive, per migliorare l’abbronzatura, e per appagare il palato. Per gli amanti dei vini bianchi la tradizione sarà rispettata da Albana di Romagna DOCG secco e dolce.
In “casa” Artusi, Campagna Amica ha fatto sì che si possano assaggiare i piatti preparati dagli agriturismi con i prodotti degli agricoltori di Campagna Amica e acquistare il meglio del made in Italy in vendita al mercato.
Gli imprenditori di Campagna Amica che costituiscono la più grande rete italiana di vendita diretta (sono oltre 6000 attualmente), lavorano per migliorare e diversificare sempre più le proposte ai consumatori. Laddove la vendita diretta rappresentata da Campagna Amica, non può arrivare a soddisfare i consumatori, arrivano i prodotti a marchio FAI: (firmato dagli agricoltori italiani), il percorso di Coldiretti che aggrega prodotti derivanti da filiera agricola italiana controllata e certificata, destinati anche alla grande distribuzione.
Alla Festa Artusiana Campagna Amica racconta come sia stato breve, nella storia di tanti artisti, il passo tra il piatto e la tela, o il blocco di marmo, affinché diventassero arte. Nella rocca di Forlimpopoli, gli appassionati possono visitare “I giardini delle delizie ritrovate”, mostra dedicata alla biodiversità che, dalla campagna, rimbalza sulla tavola e… nelle opere d’arte.
Fondazione Campagna Amica, in collaborazione con Bridges, ha condotto un lavoro di ricerca e di ricostruzione delle “perle” dell’agricoltura italiana immortalate nei quadri, nascoste nelle nature morte, riprodotte da artisti, la cui fama ha attraversato i secoli.
L’’iniziativa nasce per evitare il fenomeno dell’agricoltura-Panda, in un paese che ha già perso una bella fetta delle sue ricchezze agroalimentari.
In Italia infatti sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro e il rischio estinzione pende su una larga percentuale di quelle rimaste grava. Ormai tra bovini, suini e ovini mancano all’appello una trentina di razze e il 95 per cento delle antiche varietà di grano è andato perduto. Il fenomeno impoverisce la scelta degli alimenti e dei sapori, ma soprattutto condanna a morte la biodiversità e con essa parte dell’identità ambientale e culturale di un territorio.
L’inversione di tendenza è iniziata con la nascita dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica attivi in tutte le Regioni, un’opportunità per allevatori e coltivatori di varietà e razze a rischio di estinzione, che non sarebbero mai sopravvissute rispondendo alle regole delle moderne forme di distribuzione.
Emilia Romagna – Prodotti tradizionali e a marchio
Prodotti Vegetali: 18 tradizionali, oltre ai 2 dop e ai 7 Igp.
Ci sono prodotti da considerare oltre agli elenchi ufficiali, come la zucca berettina, sorbo, nespole, azzeruolo, pere lauro che sono in fase di recupero.
Prodotti di origine animale: 20 tradizionali, oltre agli 8 dop e ai 4 igp. Tra questi, uno dei più difficili da conservare è il suino di razza romagnola, da cui si ricavano salumi pregiati.
Prodotti lattiero caseari: 8 tradizionali oltre ai 4 dop. Importante è il recupero dell’allevamento di alcune razze come la rossa reggiana da cui di produce parmigiano delle vacche rosse, mentre sta riprendendo quota il raviggiolo, formaggio fresco delle colline romagnole

Toscana – Prodotti tradizionali e a marchio
L’ultimo aggiornamento dei prodotti alimentari tradizionali risale al 2010: allora la Toscana, con il suo ricco forziere composto da 465 prodotti, era in testa alla classifica nazionale.
Prodotti vegetali: Particolarmente vario il patrimonio vegetale, che raccoglie ben 190 voci differenti. Un capitolo importante è rappresentato dai legumi, in particolare dai fagioli di cui si sono riportare in produzione circa 35 differenti varietà, tra cui spicca il fagiolo zolfino, ormai simbolo del recupero della biodiversità toscana. Ampio e variegato anche il panorama offerto dall’orticoltura, dove il prodotto più interessante e particolare è il pastinocello, sorta di carota selvatica al sapore di nocciola e dalle importanti proprietà nutrizionali che ha sfamato a lungo le popolazioni della montagna lucchese. Come vasta è l’offerta della frutticoltura antica: sono state recuperate ad oggi 12 varietà di pere, 13 varietà di mele (fra cui la Rotella e la Passerina). Tra il grano l’ultima riscoperta è l’antico grano Verna, che è stato censito solo di recente.
Prodotti lattiero-caseari: nell’elenco figurano 34 tipi diversi di formaggi, strettamente legati al territorio in cui vengono prodotti: il caprino dell’Alto Mugello è infatti ben diverso da quello delle Apuane, nei sapori, nei profumi e nella consistenza. Così il Pecorino a latte crudo della Montagna Pistoiese ha caratteristiche particolari rispetto a quello che arriva dalla provincia di Siena.
Prodotti di origine animale: nel 2010, anno dell’ultima conta regionale, erano 84. Tra questi il famoso suino di cinta senese che oggi si appresta a diventare Dop.

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