La fragola ferrarese rischia di sparire

Produttori di fragole e Coldiretti lanciano l’allarme: la fragola ferrarese, nonostante le sue buone qualità rischia di sparire. Quest’anno la produzione sarà quantitativamente inferiore causa l’andamento stagionale, ma i prezzi dovrebbero essere soddisfacenti.
Nei lontani anni ’70 e ’80 la fragola copriva estensioni di centinaia e centinaia di ettari nella provincia di Ferrara. Nel 2010 siamo poco oltre i 60/70 ettari. E la tendenza è quella di una ulteriore riduzione, dopo quella di oltre il 20% rispetto al 2009, anno segnato da una redditività largamente insufficiente a fronte dei costi di produzione molto elevati (sino ad oltre 50.000 euro ad ettaro). Quest’anno poi il clima particolarmente piovoso e freddo ha costituito l’elemento limitante della coltura, con una perdita di prodotto, quantitativamente nell’ordine anche del 30/40 %.
Ed il prezzo decisamente più interessante, soprattutto in certe strutture di commercializzazione attraverso asta, non è detto riuscirà a compensare maggiori spese e perdite di produzione a fronte di costi in aumento ed al forte indice di manodopera necessario per la raccolta di questo frutto per il quale non esiste meccanizzazione che abbatta i costi in modo significativo.E’ quanto emerso dalla conferenza stampa tenuta da Coldiretti Ferrara presso una delle più affermate aziende di produzione di fragole associate a Coldiretti, dove alla presenza del Presidente Mauro Tonello e del Direttore Luigi Zepponi, e di molti dei nostri fragolicoltori, si è fatto il punto dell’annata, giunta ormai ad oltre metà raccolta.Ricorrente la considerazione che sono sempre meno i produttori e le superfici e quindi il rischio di marginalizzare una coltura comunque interessante e che dal punto di vista commerciale ben si inquadra tra le produzioni anticipate del sud e quelle tardive del nord e degli altri paesi europei. Aggiungendo una qualità organolettica particolare, dovuta al nostro clima ferrarese, che porta in condizioni ottimali a frutti saporiti e profumati ben apprezzati dai mercati europei, in particolare Germania.“ Rimane il dato – sottolinea Tonello – che il legame tra le produzioni ed il territorio è sempre più sottile, tanto che trovare fragole ferraresi nei nostri supermercati cittadini è molto raro e non solo perché le superfici si sono ridotte drasticamente rispetto al passato. E questo continuerà, purtroppo, sino a che il fattore costo di produzione non diventerà un elemento di partenza per discutere il prezzo finale di vendita anche nelle strutture commerciali come già hanno iniziato a fare alcune catene francesi e non solo.
Se è vero – conclude Tonello – che i nostri prodotti, ed anche la fragola, hanno caratteristiche particolari e quindi di maggior valore, almeno una parte di questo valore deve essere riversato sui produttori, rivedendo le dinamiche dei rapporti commerciali e della disponibilità di prodotti del territorio nei punti vendita della distribuzione. Il prezzo alla produzione pare essere un elemento quasi ininfluente sul costo al consumo, tanto che quest’anno con prezzi ben maggiori in campagna, fortunatamente al consumo i prezzi non sono troppo diversi dal 2009: quindi le dinamiche sono altre e possono allora anche essere costruite tenendo in maggiore considerazione l’esigenza degli imprenditori agricoli di realizzare un reddito soddisfacente.”Il ricorso alla forme alternative di approccio al mercato, come le vendite dirette o i punti vendita gestiti direttamente dagli agricoltori, puntano anche alla promozione del rapporto tra le produzioni ed il territorio, alla stagionalità che si traduce in migliori caratteristiche organolettiche e salutistiche dei prodotti e quindi a fidelizzare i consumatori nei confronti dei prodotti autenticamente “made in Italy”.Nel caso delle fragole l’iniziativa di informazione proseguirà con una gustosa appendice in centro a Ferrara il prossimo venerdì, in una piazza del centro, dove sarà allestito un punto informativo e di degustazione delle autentiche fragole ferraresi “a km zero”, con macedonie e granite, ricette e suggerimenti per il miglior consumo di questo frutto simbolo dell’estate e del caldo.

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