Fragola, in forte calo le superfici coltivate


La fragola è l’omonimo frutto di una pianta originaria delle aree alpine europee e dell’America del nord e del sud, che appartiene alla Famiglia delle Rosaceae. Profumata e dal sapore dolce è un frutto molto apprezzato oltre che per il consumo fresco, anche per la produzione di confetture, marmellate, succhi e sciroppi. La sua storia e le sue leggende risalgono già ai tempi degli antichi Romani che la consumavano soprattutto durante le festività in onore di Adone; si racconta infatti che alla sua morte, Venere pianse lacrime che, cadute a terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi (le fragole). La progenitrice della fragola si trova ancora oggi nei boschi di bassa montagna nella sua forma spontanea, la fragolina di bosco, una pianta di piccole dimensioni con frutti molto piccoli e molto profumati. La fragola nella veste che siamo abituati a mangiare oggi risale agli inizi del Settecento in Francia quando un ufficiale del genio francese, fu mandato in Cile, e al suo ritorno introdusse in Europa la specie indigena di fragola da cui derivano tutte le varietà coltivate oggi. Attualmente la produzione mondiale di fragole è di circa 2,5 milioni di tonnellate; l’Italia, con 130.000 tonnellate, è uno dei principali produttori. Stando però agli ultimi dati, il rischio è che il nostro Paese possa perdere posizioni. Dalle rilevazioni del CSO risultano 3.500 ettari a fragola in coltura specializzata per il 2010 in Italia: il 7% in meno rispetto al 2009. Un calo di superfici che deriva in tutta probabilità da una questione di reddito visto che lo scorso anno i prezzi della fragola non hanno portato grandi soddisfazioni ai produttori.
Nelle regioni del Nord assistiamo ad un vero e proprio crollo della fragolicoltura in Emilia Romagna, con un – 18% rispetto allo scorso anno. Le regioni del Sud, che negli ultimi anni avevano investito a fragola, come Campania, Calabria e Basilicata riducono le superfici del 10%. Al calo quantitativo si contrappongono però gli sforzi effettuati sul fronte della qualità e della diversificazione varietale. Il panorama italiano vedrà infatti prevalere la varietà EVA, seguita da Roxana in Veneto. In Emilia Romagna dominerà ancora la varietà Alba, ma sta crescendo Roxana. In Campania, pur essendoci un netto predominio della Camarosa, varietà che ha dominato la produzione del Mediterraneo negli ultimi anni, si sta affermando anche Candonga, dalle ottime caratteristiche qualitative, che in Basilicata oggi è la varietà più coltivata.

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