Freddo intenso: rispettati i “giorni della merla”

Con il forte abbassamento della temperatura e l’arrivo della neve anche in pianura viene confermata la tradizione popolare che considera gli ultimi giorni di gennaio, cosiddetti della merla, i più freddi dell’inverno. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che nelle campagne è allarme gelo per verdure e ortaggi, in riferimento all’arrivo dell’ondata di maltempo con la neve a bassa quota. Secondo la leggenda gli ultimi tre giorni di gennaio coincidono – riferisce Coldiretti – con i tre giorni più freddi dell’inverno, tanto che perfino la merla, che un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un camino e il suo manto divenne grigio per la fuliggine. In realtà quest’anno secondo gli esperti il periodo è destinato a prolungarsi con temperature rigide, al di sotto delle medie stagionali che mettono a rischio le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli. La discesa della colonnina di mercurio avviene dopo che il 2009 si e’ chiuso posizionandosi al quinto posto tra gli anni piu’ caldi degli ultimi due secoli in Italia, a conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano anche – sottolinea la Coldiretti – con la piu’ elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e un maggiore rischio per gelate tardive.

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