Frodi alimentari: sequestrati falsa mozzarella dop e uve per falso Amarone

NAC3Tredici chili di mozzarella di bufala priva del regolare contrassegno che ne certifica la denominazione di origine protetta sono stati sequestrati a Milano presso un negozio dai carabinieri Nucleo Antifrodi dei Carabinieri di Parma in collaborazione con il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop che ne ha dato notizia. I militari, intervenuti in seguito ad una denuncia anonima, hanno emesso una sanzione amministrativa nei confronti dei responsabili degli illeciti riscontrati effettuando inoltre un prelievo del prodotto che verrà analizzato per verificare se la mozzarella in questione fosse effettivamente di bufala e l’eventuale presenza di metalli pesanti. Gli esercenti, è emerso, hanno apposto sulla tabella esterna al negozio i loghi della Dop e della certificazione europea, ma in realtà proponevano alla propria clientela un prodotto non etichettato in maniera conforme. “Ora più che mai è necessario distinguere il nostro prodotto, controllato e certificato, dalle volgari imitazioni – commenta Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio di Tutela – come Consorzio stiamo più che mai intensificando l’attività per spiegare al consumatore le differenza tra un prodotto Dop e tutto il resto e quindi dobbiamo colpire chi, in modo fraudolento, cerca di confondere le acque. E ovviamente il nostro ringraziamento va anche al Nucleo Antifrodi dei Carabinieri, come sempre prontissimo nel colpire chi cerca di giocare con la buona fede dei consumatori”.

Nel corso di un’ispezione presso una cantina veronese, i carabinieri hanno sequestrato circa 80 tonnellate di uva rossa non appartenente alla Valpolicella, ma destinate all’appassimento per produrre vino con denominazione Recioto o Amarone della Valpolicella docg. Oltre all’uva sono stati sequestrati, per lo stesso motivo, 35.000 litri di vino, destinati a divenire Valpolicella doc, già pronti per la commercializzazione che avrebbero consentito un guadagno presunto di circa 600.000 euro. Tre persone sono state denunciate per frode. Nell’ambito delle indagini e dalle stime eseguite, i militari hanno calcolato che i 14 ettari di vigneto di proprietà di un imprenditore agricolo e di due familiari compiacenti – titolari di altrettante aziende agricole – potevano produrre circa 40.000 kg di uva, in quanto i vigneti si presentavano trascurati, non avendo subito le dovute operazioni di potatura, diraspamento, diserbo e gli adeguati trattamenti per la difesa fitosanitaria. I tre titolari delle aziende sono stati quindi denunciati dall’Arma la quale ha accertato che la frode veniva compiuta mediante l’emissione di documenti di trasporto mendaci, al fine di giustificare il conferimento all’azienda produttrice di uva – di fatto acquistata – da aziende non appartenenti al territorio della Valpolicella e di qualità non compatibile coi parametri richiesti dal disciplinare di produzione, il quale, tra l’altro, prevede le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti, nonché la zona di produzione, le operazioni di appassimento, di vinificazione e di invecchiamento delle uve. (ANSA).

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