Frumento duro, diminuisce ancora la produzione nel “Granaio d’Italia”

granoIl maltempo di fine maggio riduce il raccolto a poco più di 4 milioni di quintali. Ma i prezzi non risalgono. Nel “Granaio d’Italia” il raccolto non è più abbondante come un tempo. La riduzione, in atto già da alcuni anni, ha subito una ulteriore contrazione a fine campagna 2013 a causa del maltempo di maggio-giugno che ha danneggiato centinaia di ettari su tutta la piana del Tavoliere. I conteggi sono ancora in corso, ma le stime appaiono già piuttosto attendibili nell’individuare intorno ai 4 milioni di quintali la quota massima di raccolto, circa 1,5 milioni di quintali in meno rispetto all’annata 2012. La situazione in Capitanata appare tuttavia a macchia di leopardo, vi sono zone (Alto e basso Tavoliere) in cui le rese hanno rispettato le previsioni e altre, come il Subappennino, dove si è scesi sotto i 20 quintali per ettaro ovvero molto al di sotto delle attese dei produttori. Le abbondanti piogge cadute in particolare sulle aree interne hanno causato la formazione di funghi patogeni sul chicco ormai quasi pronto e laddove non si è intervenuto prontamente con i trattamenti si è avuto il crollo della resa.
Non dissimile il quadro anche per quanto riguarda il mercato granario in Capitanata. Nonostante vi sia in commercio una minore quantità di prodotto, il mercato continua a manifestarsi fin troppo tiepido verso il nuovo raccolto. La Commissione prezzi della Camera di commercio di Foggia continua, infatti, a registrare quotazioni in discesa rispetto all’auspicata soglia dei 300 euro la tonnellata che rappresenta per gli agricoltori la quota di break even fra costi e ricavi. Oggi siamo a 273 euro, la quotazione massima ferma da tre settimane.

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