Frumento: nel reggiano buon raccolto, ma prezzi bassi. Preoccupa il mais

“E’ stata un’annata buona per il frumento nel territorio reggiano, almeno per i risultati produttivi, con un lieve calo in quantità ed un ottimo risultato qualitativo. Il problema resta il riscontro del mercato, che tarda a riconoscere questi risultati”, lo afferma il presidente di Cia – Agricoltori Italiani di Reggio Emilia Antenore Cervi, a consuntivo della campagna di raccolta dei cereali a semina autunnale.
“In termini di quantità – afferma – si registra un calo del 4% rispetto allo scorso anno, ma era un’annata ottima da questo punto di vista. Ottimi i risultati qualitativi, almeno prima delle piogge verso fine campagna. Peso specifico e proteine sono a livelli molto alti”.
“Tutto questo però – prosegue – non trova il giusto riscontro nei prezzi di mercato. Per effetto della dinamica produttiva, la prossima campagna di commercializzazione 2017/18 del frumento duro potrà essere caratterizzata da una rivalutazione dei prezzi all’origine nel breve periodo, afferma Ismea, l’istituto che studia i mercati agricoli, ma nonostante si registri un rialzo dei prezzi del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, siamo ancora a livelli non remunerativi per i produttori”.
“I calcoli dell’azienda di Mirco Villani, del padre Dante, una grossa azienda cerealicola di Gualtieri, fatti dalla sorella Valeria considerando tutte le lavorazioni necessarie per un ottimo livello qualiquantitativo, fanno registrare una perdita di 100 euro per ettaro con i prezzi attuali, che superano appena i 18 euro per quintale per il grano tenero, quando per arrivare a superare la parità si dovrebbe superare quota 20. Si raggiunge invece quasi la parità tra costi e ricavi laddove si è fatta la ‘semina su sodo’.
“Ci aspettiamo – afferma Cervi – che il prosieguo del mercato possa migliorare questa situazione e dare quindi soddisfazione ai produttori, che altrimenti dopo alcuni anni di prezzi infimi, potrebbero abbandonare queste colture”.

Per quanto riguarda il mais, altro cereale importante nelle nostre zone, ci sono preoccupazioni dovute al ripetersi di ondate di calore, con le piante che danno segni di stress idrico, nonostante le irrigazioni. Sono condizioni che potrebbero sviluppare la presenza di aflatossine, per questo l’auspicio di Cia è che si attuino tutte le misure tecniche e si preparino le procedure necessarie per tenere sotto controllo questo pericolo.

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