Futuragra: in Italia 92% di mangimi Ogm

Secondo Futuragra, l’organizzazione agricola che si batte per l’introduzione degli ogm in Italia, il 92% dei mangimi sono etichettati ogm (altre fonti parlano di un
25% del fabbisogno totale di mangimi coperto dagli ogm), quindi nella filiera zootecnica la stragrande maggioranza degli animali sarebbero nutriti da ogm.
”Non c’e’ nulla di male – afferma Futuragra – visto che le biotecnologie offrono oggi prodotti piu’ sani e piu’ sicuri, ma forse sarebbe il momento che i detrattori delle biotecnologie
parlassero chiaramente ai consumatori, senza alimentare false paure che rischiano poi di ritorcersi contro gli stessi che le alimentano”.
Il Ministro Zaia sa – afferma Futuragra – che senza soia OGM la filiera agroalimentare italiana non reggerebbe. Oggi il 90% della soia nella filiera mangimistica italiana e’ ogm. I nostri produttori sono costretti cosi’ ad approvvigionarsi all’estero
negando agli agricoltori italiani una preziosa fonte di reddito
grazie a rese maggiori. ”La nostra filiera utilizza ogm, ma deve acquistarli all’estero: non potrebbe essere anche questo un mercato per i nostri agricoltori?” commenta Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra. ”Per quanto tempo ancora l’Italia, con i suoi
consumi, deve continuare a promuovere lo sviluppo delle superfici OGM negli altri Paesi, sostenendo gli agricoltori all’estero e penalizzando quelli italiani?”. (ANSA).

2 Commenti in “Futuragra: in Italia 92% di mangimi Ogm”

  • carlo scritto il 4 febbraio 2010 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 19:08

    finalmente ogm che oltre che li mangiamo tutti igiorni si possono coltivare

  • gianluca scritto il 7 febbraio 2010 pmdomenicaSundayEurope/Rome 18:09

    ione e la ricerca scientifica devono andare avanti per il bene di tutti, perché per deliberare è necessario conoscere. Ma tutto ciò deve procedere nel rispetto di un limite invalicabile: il mantenimento di una armoniosa convivenza fra gli uomini e l’ambiente che essi abitano, ha affermato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commentando la decisione del suo omologo tedesco di dire no alle coltivazioni di mais geneticamente modificato Monsanto Mon810.

    “Sono soddisfatto per la decisione presa dall’amica Ilse Aigner che sottolinea il valore del principio della massima prudenza a tutela dei consumatori di tutta Europa. Un principio dal quale l’Italia non si è mai allontanata. É bene che si abbia una posizione il più possibile unitaria e prudente su temi così delicati e decisivi per il futuro della produzione agricola del pianeta. Ed è bene che molti Paesi europei stiano apprezzando il senso anche culturale della posizione che ho assunto in questo anno di mandato all’agricoltura”.
    Con queste parole il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato la decisione del suo omologo tedesco di dire no alle coltivazioni di mais geneticamente modificato Monsanto Mon810. La decisione è stata presa dopo l’esame di due nuove ricerche scientifiche che rileverebbero la potenziale nocività degli Ogm per l’ambiente.
    Il “no” della Germania si aggiunge così a quello di altri Paesi della Ue (Francia, Grecia, Austria, Ungheria, Lussemburgo) dove questo genere di coltivazioni é invece consentito a scopo commerciale dal ’98.
    “La sperimentazione e la ricerca scientifica, ha detto ancora il ministro Zaia, devono andare avanti per il bene di tutti, perché per deliberare è necessario conoscere. Ma tutto ciò deve procedere nel rispetto di un limite invalicabile: il mantenimento di una armoniosa convivenza fra gli uomini e l’ambiente che essi abitano. Siamo convinti che la democrazia della Terra vada sostenuta, difesa e migliorata. Nella tre giorni di riunione dei Ministri dell’agricoltura a Cison di Valmarino discuteremo anche di questo tema, per trovare le soluzioni che i cittadini aspettano”.

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