FuturPera: le novità di un’edizione sempre più internazionale

Tutto pronto per la seconda edizione di FuturPera – Salone Internazionale della Pera, che è stata presentata oggi nella sede della Regione Emilia-Romagna, alla presenza di Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia – Romagna; Tiziano Tagliani, sindaco del Comune di Ferrara e presidente della Provincia di Ferrara, Stefano Calderoni, presidente della società FuturPera, Gianni Amidei, presidente Oi Pera – Organizzazione Interprofessionale Pera, Filippo Parisini , presidente di Ferrara Fiere e Albano Bergami, vicepresidente Oi Pera.
Ad aprire la presentazione dell’unico evento italiano dedicato alla pericoltura di qualità, è stata l’assessore Caselli che ha parlato: “Dell’ importante ruolo dell’areale emiliano-romagnolo per la produzione di pere, con l’Abate in crescita del 10% nel 2017. Fondamentale è stata, negli ultimi anni – ha continuato l’assessore – la presenza dell’Oi e delle aggregazioni come Opera e Origine, che stanno valorizzando fortemente il prodotto e favorendo il consumo. Certamente la pericoltura sta andando incontro anche a problematiche, come quella della cimice asiatica, per la quale stiamo investendo, con 10 milioni di euro, per la ricerca sulle difese passive. I dati sono incoraggianti ed eventi come Futurpera sono fondamentali proprio per fare il punto sulla tecnica produttiva, a livello di difesa e miglioramento di rese e qualità. Questo comparto agricolo – ha continuato la Caselli – investe da tempo su lotta integrata e biologico, forme di produzione che vanno nella direzione della tutela dei consumatori. La sfida ora è promuovere le ottime proprietà nutrizionali della pera anche tra le fasce più giovani della popolazione e Futurpera è uno degli appuntamenti che va certamente in questa direzione. Voglio poi darvi un’anteprima – ha concluso l’assessore – per quello che riguarda le barriere fitosanitarie: ci occuperemo molto di Cina nei prossimi mesi perché lo stato ha aperto il “dossier pera”. Incontreremo le autorità cinesi e lasceremo diversi rapporti sulla pera, in particolare l’IGP, che ha i disciplinari più idonei all’export, puntando sull’apertura del mercato cinese”.

A seguire il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani ha dichiarato: “La seconda edizione di FuturPera ci consente di promuovere un prodotto sul suo territorio di appartenenza. Nel corso della fiera sarà coinvolta anche la città, con gelaterie, bar, ristoranti che proporranno un utilizzo diversificato e originale della pera. La prima edizione è stata una grande soddisfazione per l’amministrazione comunale, gli organizzatori e la Fiera, che è stata particolarmente valorizzata dall’evento. A FuturPera saranno presenti espositori provenienti da tutto il mondo, che si confronteranno dal punto di vista tecnico-produttivo e valorizzeranno il prodotto a livello italiano e internazionale. Attualmente ci sono competitors che possiamo battere, a livello di qualità e peculiarità delle varietà di pere e questo è certamente un vanto per Ferrara e l’intero territorio.”

Valorizzazione del prodotto, apertura di nuovi mercati con particolare attenzione a quelli extra-europei e un lavoro comune tra gli attori della filiera che, secondo Gianni Amidei, presidente Oi Pera, è fondamentale per il settore. “l’Oi – ha spiegato Amidei – è nata nel 2012 a sostegno della produzione, in un momento in cui il consumo di pere stava diminuendo, a fronte di paesi come la Spagna dove stava crescendo. Nel 2014 siamo stati riconosciuto come Organizzazione interprofessionale dall’Unione Europea e da quel momento i 28 soci lavorano per valorizzare un patrimonio produttivo di quasi 5.000 quintali. Ci occupiamo di stabilire regole per la raccolta, affrontare le problematiche produttive e monitorare i quantitativi. Abbiamo fatto iniziative importanti a Eataly negli Stati Uniti per presentare la pera, nel momento in cui ci è stato permesso di esportare negli Stati Uniti poi in Germania. Stiamo lavorando costantemente per migliorare la conservazione del prodotto, uno dei maggiori problemi del comparto, perché la pera deve arrivare sul mercato al giusto grado di maturazione, così da essere apprezzata dal consumatore. Futurpera è davvero importante come punto di incontro della filiera, per migliorarci dal punto di vista produttivo e commerciale, grazie al confronto con competitors a livello europeo”.

Anche Stefano Calderoni, presidente della società Futurpera – formata da Ferrara Fiere e Oi Pera – ha parlato del grande valore dell’aggregazione per la filiera pericola. “Senza il contributo determinante di Oi Pera – ha detto Calderoni – questa manifestazione non avrebbe luogo. L’Emilia – Romagna è in più importante distretto produttivo a livello mondiale, con un’eccellenza come l’Abate che va tutelata. Siamo la “Capitale mondiale della pera”, anche grazie a eventi come Futurpera che ha colto l’attenzione di molti partner stranieri. Ferrara Fiera ci ha dato uno spazio d’eccellenza che ospiterà circa 120 espositori, il 15% dei quali stranieri, perseguendo un obiettivo che abbiamo condiviso con la Regione che ci ha sostenuto per l’internazionalizzazione. Vogliamo far dialogare tutte le esperienze internazionali a livello di produzione e commercializzazione, una delle finalità che l’evento si è posto sin dalla prima edizione”.
E sarà un quartiere fieristico completamente rinnovato ad accogliere i visitatori che nel 2015 sono stati oltre 8.000. Filippo Parisini, presidente di Ferrara Fiere, è intervenuto ringraziando l’assessore regionale Caselli che ha sostenuto la manifestazione sin dalla sua prima edizione.
“Questa manifestazione fieristica – ha detto Parisini – è al centro di una zona particolare, una
vera e propria Agro-Valley, vista la vocazione fortemente agricola di Ferrara. I numeri che si profilano per l’edizione 2017 di FuturPera indicano che anche i sistemi fieristici di dimensioni più ridotte possono realizzare grandi eventi, soprattutto se coerenti con l’economia e le esigenze del territorio.”

Ha chiuso la conferenza stampa Albano Bergami, vicepresidente Oi che ha parlato dell’importanza dell’interprofessione, anche per la nascita di nuove realtà commerciali. “Per favorire lo sviluppo del settore abbiamo promosso le aggregazioni come Opera, che rappresenta il 27% della produzione di pere e Origine con il 12%. Da quel momento il prezzo delle pere è cresciuto in maniera generalizzata e non è stato un caso, quindi bisogna aggregarsi perché conviene. Futurpera – ha continuato Bergami – non è solo esposizione ma anche convegni, che vogliamo siano un momento concreto di formazione, per la nascita di nuove idee. Da qui l’organizzazione, in collaborazione con il CSO Italy, del World Pear Forum, il 16 e 17 novembre. La prima giornata dal titolo “Abate Fetel: aumentare le rese per una maggiore redditività. Operatori mondiali a confronto sulla top cultivar italiana” sarà interamente dedicata alle tecniche per migliorare le rese produttive della più importante varietà coltivata in Italia. Noi abbiamo costi di produzione molto elevati e su questo occorre intervenire, anche grazie al confronto con esperti agronomi e meteorologi e le esperienze di alcuni importanti paesi produttori di pere: Cile, che negli ultimi anni ha iniziato a coltivare la pera Abate così come il Sudafrica e poi i Paesi Bassi.
Il 17 novembre il forum sarà orientato verso tematiche commerciali con il convegno “Mercato e consumi: i nuovi trend e le sfide future”. Un’occasione per scoprire le tendenze dell’export, avere una previsione sulla campagna di commercializzazione 2017/18 e l’apertura di nuovi mercati. Il convegno continuerà con un altro argomento di grande attualità, quello dei consumi e della promozione del prodotto. Chiuderà il convegno una tavola rotonda con esperti italiani, olandesi, francesi e rappresentanti di importanti catene della GDO. Da segnalare anche l’evento del 15 alla Fondazione Navarra di Ferrara, con esperti e tecnici del settore che si cimenteranno in una serie di interventi legati alla potatura, uno dei momenti cruciali dal punto di vista produttivo”.

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