G20 agricolo a Parigi: accordo raggiunto

I ministri dell’agricoltura del G20, riuniti a Parigi hanno adottato un piano d’azione contro la fame e la volatilita’ dei prezzi dei beni alimentari sui mercati internazionali. Lo ha annunciato poco fa il ministro francese dell’agricoltura, Bruno Le Maire al termine di un incontro durato due giorni che ha visto la partecipazione delle venti nazioni piu’ potenti al mondo. “Oggi e’ un grande giorno” ha dichiarato Le Maire, “perche’ abbiamo raggiunto un accordo storico”. “E’ stato un vero e proprio tour de force della comunita’ internazionale”, ha aggiunto il ministro francese, assicurando che l’accordo contiene “misure concrete” lontane dalle “dichiarazioni di principio”. I toni trionfalistici di Le Maire sono stati condivisi dal suo omologo americano, Tom Vilsack, che ha parlato di “consenso storico per risolvere le sfide urgenti della fame nel mondo e della volatilita’ dei prezzi delle derrate alimentari”. A ruota, il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ha definito l’accordo “molto positivo”. Secondo la dichiarazione ministeriale, il piano d’azione comprende cinque punti. Il primo riguarda la “produzione agricola e la sua produttivita’”. I ministri dell’agricoltura del G20 chiedono maggiori investimenti nella ricerca e lo sviluppo e un’intensificazione dei “trasferimenti tecnologici Nord-Sud e Sud-Sud” del mondo. Nel secondo punto, e’ prevista la creazione di una banca dati internazionale che sara’ gestita dalla Fao con l’obiettivo di dare maggiore trasparenza alle informazioni sulla produzione e il consumo degli stock delle materie prime agricole. Con la terza priorita’, il G20 vuole garantire maggiore “coordinamento della politica internazionale” al fine di prevenire misure di ritorsione commerciale simili a quelle adottate dalla Russia nell’estate scorsa. Il 15 agosto 2010 Mosca impose una moratoria di sei mesi sulle sue esportazioni cerealicole motivando tale decisione con la necessita’ di evitare un balzo di prezzi nel mercato nazionale, mantenere intatto il numero del bestiame e costituire le scorte per il 2011. Oltre a provocare un rialzo spettacolare dei prezzi del granoturco sul mercato internazionale, la decisione della Russia fu duramente contestata per la sua natura unilaterale. A Parigi, i ministri dell’agricoltura del G20 hanno ribadito la loro volonta’ di “ridurre gli effetti della volatilita’ dei prezzi che colpiscono i piu’ vulnerabili” con la creazione di “riserve di emergenza” e una “scatola di strumenti” per facilitare l’accesso al credito attraverso i finanziamenti della Banca Mondiale. Sull’ultimo punto riguardante la regolazione dei mercati finanziari, tema tanto caro al presidente francese Nicolas Sarkozy, il testo e’ rimasto molto vago. Nonostante la strenua opposizione dei paesi anglosassoni, un accordo di principio e’ stato trovato sui limiti di posizione in volumi che un operatore prende sul mercato. (AGI)
foto tratta da Le Figaro

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