Galan a Eima International “Per l’agricoltura i soldi devono essere trovati”

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, è arrivato a Bologna questa mattina dove ha inaugurato Eima International l’Esposizione Internazionale delle Macchine Agricole, organizzata da Unacoma e in programma fino al 14 novembre. Dopo il taglio del nastro, il Ministro ha visitato numerosi stand della Fiera. Salendo sui trattori, di cui è appassionato esperto, ha commentato le macchine, le loro caratteristiche, le loro innovazioni.
“È impensabile che all’agricoltura – ha dichiarato il Ministro Galan – non siano assegnati fondi. I soldi sono necessari, devono essere trovati. Senza l’agricoltura e questi stessi macchinari che stiamo ammirando oggi, danni ambientali come quelli subiti dal Veneto, sarebbero stati peggiori. Quello delle macchine agricole è un settore che va sostenuto, fondamentale per il rilancio industriale, in cui si investe moltissimo in ricerca e innovazione”. Secondo il ministro dunque occorre sostenere e incentivare con misure ad hoc la capacità di innovazione ed esportazione di uno dei comparti più apprezzati del Made in Italy. “E’ in fase di studio un disegno di legge che prevede agevolazioni sull’acquisto di macchine agricole – ha aggiunto il ministro -, con lo stanziamento di una somma di 25 milioni di euro l’anno per tre anni”. Come anticipato da Galan, il provvedimento dovrebbe sostanziarsi, per gli acquirenti, in uno sconto complessivo del 20%: il 10% a carico dello stato, il restante a carico dei produttori.
Ma l’intervento è finalizzato anche a migliorare la sicurezza sul lavoro nel settore primario. “Il parco macchine italiano – ha proseguito il ministro – è obsoleto e tecnologicamente arretrato, e il numero di morti in agricoltura ha un’incidenza più alta rispetto ad altri settori dell’economia”.
La via maestra indicata dal ministro alle Politiche Agricole per dare impulso al comparto della meccanizzazione è quella dei Psr (Piani di Sviluppo Rurale), sui quali tuttavia molte regioni sono ancora in ritardo: paradossalmente, il nostro Paese – alle prese con difficoltà di bilancio – potrebbe essere costretto a restituire a Bruxelles un “tesoretto” di 368 milioni di euro se le amministrazioni regionali (“facciano la loro parte”, ha detto il ministro) non dovessero impegnare tale somma entro il 31 dicembre 2010.

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