Galan commenta il decreto sulle fonti rinnovabili

“Sono particolarmente soddisfatto per l’approvazione in sede di Consiglio dei Ministri di questa mattina del decreto legislativo sulle fonti rinnovabili proposto dal Ministero dello Sviluppo economico. Ho fortemente voluto e ottenuto che nel provvedimento venisse inserita la norma che non consente di costruire su terreni agricoli impianti fotovoltaici a terra superiori a un Mw. In questo modo intendiamo proteggere il terreno agricolo dalle speculazioni industriali, stabilendo che esso deve essere utilizzato in primo luogo per l’agricoltura.
Ho anche ottenuto che la grandezza degli impianti sia direttamente proporzionale alla superficie agricola posseduta, in modo che non si possa utilizzare più del 10% del terreno a disposizione per sviluppare impianti fotovoltaici a terra, che devono essere considerati, a mio avviso, come una delle possibili scelte degli agricoltori, quindi come un nuovo prodotto dell’agricoltura.Ringrazio le associazioni di categoria che mi hanno sottoposto delle utili osservazioni recepite nel decreto e auspico che in sede parlamentare si rafforzi quel binomio agricoltura/fonti rinnovabili, uno degli obiettivi principali della mia attività di governo”.Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta l’approvazione in Consiglio dei Ministri dello schema di Decreto Legislativo di recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili, con cui si compie un passo decisivo per il conseguimento degli obiettivi nazionali dell’utilizzo del 17% di energia da fonti rinnovabili per il 2020. Tale provvedimento riveste grande importanza anche per il settore agricolo che negli ultimi anni ha effettuato grossi investimenti per la creazione di oltre 200 nuovi impianti già in esercizio e di altri 400 in corso di accreditamento. Questi numeri dimostrano che il settore agricolo ha giocato un ruolo importante nell’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e potrà ulteriormente contribuire al conseguimento degli obiettivi previsti dalla Direttiva. In tal senso il Decreto conferma gli incentivi per il settore e ne garantisce il livello per tutto il periodo di durata agli impianti già in esercizio o che vi entreranno entro il 2012.
”La contrapposizione tra Fotovoltaico e Agricoltura e’ pretestuosa e priva di senso”. Questo il commento positivo di Andrea Fontana, country manager di Fotowatio Renewable Ventures, una delle principali imprese europee che promuovono le energie rinnovabili anche in Italia. ”Perfino nel caso si arrivasse a sfruttare tutte le potenzialita’ offerte dal conto energia – spiega Fontana – i terreni agricoli destinati a impianti fotovoltaici a terra sarebbero lo 0,02% dei terreni agricoli a livello nazionale. Non vi sono rischi per l’agricoltura, ma al contrario opportunita. I proprietari dei terreni che scelgono il fotovoltaico, che in nessun caso e’ imposto, grandi o piccoli che siano, hanno la possibilita’ di diversificare il loro reddito, legandolo a fonti piu’ certe quali l’irraggiamento e la cessione dell’energia elettrica”. ”Gli impianti a terra – prosegue Fontana – permettono di massimizzare la produzione e non va dimenticato che gli ambiziosi obiettivi italiani fissati per il 2020 sono basati sulla percentuale prodotta di energia rinnovabile sul totale e non sulla capacita’ installata da rinnovabili”.

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