Galan: le richieste dell’Italia per il settore lattiero

Contratti scritti tra produttori di latte e trasformatori, piu’ forza alle organizzazioni interprofessionali, ma soprattutto l’etichetta obbligatoria sull’origine dei prodotti: sono questi, per il ministro alle Politiche agricole e alimentari Giancarlo Galan, i capisaldi su cui l’Europa deve costruire le basi per dare un futuro al settore lattiero in Europa e a tutta la filiera del latte. Esaminando le raccomandazione del Gruppo ad alto livello dell’Ue che per mesi ha studiato le soluzioni possibili per rilanciare il settore, Galan ha spiegato ai partner europei che all’Italia ”piace l’idea di imporre dei contratti scritti tra produttori di latte e trasformatori per rafforzare quelli che considera gli anelli piu’ deboli della filiera, ossia i produttori e i consumatori”. Un’altro misura a cui Galan ha dato il pieno sostegno nel corso del confronto ministeriale riguarda il ”rafforzamento del ruolo delle organizzazioni interprofessionali, sull’esempio di quello – ha detto – che e’ stato fatto per i prodotti ortofrutticoli”. Ma la raccomandazione che ”entusiasma” di piu’ il ministro, riguarda ”l’introduzione di regole per rendere obbligatoria, nelle etichette dei prodotti lattiero caseari, la menzione del luogo d’origine”. Il ministro ha colto cosi’ l’occasione di avanzare ai colleghi europei la richiesta generalizzata ”di indicare l’origine del prodotto della materia prima sulle etichette”. E questo – ha spiegato – ha tre ricadute importanti. In primo luogo ”tutela i produttori e li rafforza nei rapporti contrattuali con l’industria di trasformazione”. La misura va anche a beneficio, ha aggiunto, ”dei consumatori, in quanto e’ un loro diritto sapere dove viene prodotta la materia prima, per poi scegliere cio’ che vogliono. Infine, indicare l’origine della materia prima sull’etichetta ”sarebbe un carattere distintivo per i prodotti europei nei confronti del mercato internazionale”. Su questo dossier ”c’e’ da battersi” con i partner europei, ammette Galan, ”in quanto ci sono posizioni dichiaratamente contrarie, ad esempio l’Olanda. L’Italia pero’ non e’ isolata ma certo – conclude – non e’ una battaglia facile” . (ANSA).

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