Galan, sarò ministro super partes e nazionale


”Non saro’ un ministro del Nord ne’ un ministro del Sud, saro’ un ministro che rappresenta l’agroalimentare nazionale tutto, da vetta d’Italia a Lampedusa, come si diceva una volta”. Cosi’ il ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan strappa l’applauso piu’ lungo al direttivo di Confagricoltura, scenario per la sua prima uscita pubblica. Il ministro ha raccontato del senso di responsabilita’ che lo ha colpito nel vedere il salottino di Cavour, suo illustre predecessore prima di unire l’Italia, e ha promesso che ”fara’ da arbitro” come deve essere un ministro che vuole far funzionare un settore. ”Alla concertazione liturgica – ha detto – preferisco il confronto” ergo, ha chiarito poi, ”meno tavoli e piu’ incontri bilaterali”. Bocca cucita sulle Quote Latte e sul controverso Rapporto dei carabinieri perche’: ”oggi ho il question time e quello che devo dire lo devo dire prima al Parlamento”, ma si intuisce che quelle pagine non lo hanno molto convinto. Reduce dal consiglio europeo della pesca a Vigo, in Spagna, Galan ha assicurato che sara’ lui in prima persona a seguire tutti gli incontri europei, ”perche’ ho capito l’importanza della presenza di un ministro e non di un funzionario” (poco prima Maurizio Gardini, presidente di Fedagri-Confcooperative, aveva stigmatizzato come durante la campagna elettorale fossero stati mandati solo dei funzionari a tre importanti incontri europei). Le cifre che piu’ hanno colpito il ministro sono gli 80 miliardi persi dall’industria agroalimentare Made in Italy per colpa della concorrenza sleale fatta da prodotti italian sounding. ”Se riesco a recuperare il 10% di quegli 80 miliardi faccio felice Tremonti e l’agricoltura” (applausi dalla platea). L’altra cifra sono i 900 milioni di euro in contributi europei che rischiano di essere persi per l’incapacita’ di utilizzarli. ”Dobbiamo riuscire a utilizzarli”, ha detto. Sugli 86 milioni di aiuti al settore bioeticolo-saccarifero promessi da Zaia e non entrati nel dl incentivi ha lasciato sperare: ”trovero’ il modo di averli”. Sugli Ogm ha ribadito la sua posizione ”favorevole alla ricerca”, sull’Unire ha aggiunto: ”sto zitto perche’ sto studiando, ma mi chiedo perche’ 150 milioni di passivo devono essere pagati dai cittadini”. Applausi anche quando si e’ concesso una stoccatina al suo predecessore: ”Non sono un ministro che mette gli stivali e va davanti alle telecamere: il mio obiettivo e’ rialzare il reddito del settore”. (ANSA).

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