Gambero Rosso: un trio al top dei ristoranti


Heinz Beck, de La Pergola de l’Hotel Rome Cavalieri a Roma, Massimo Bottura dell’Osteria Francescana a Modena, e Gianfranco Vissani col suo locale a Baschi (Terni), sul podio oggi delle ‘Tre forchette’, massimo riconoscimento della 23/ma Guida ai Ristoranti d’Italia 2013 del Gambero Rosso, con 95 punti, su 100, ex aequo. Un terzetto di chef così noti a livello internazionale da giustificare l’assenza, alla cerimonia di premiazione svoltasi alla Città del Gusto, di Bottura, oggi al lavoro a Sidney, agli antipodi del mondo quindi, mentre Beck era a New York per organizzare l’apertura di un suo ristorante. A rappresentare, nell’evento di Roma, i grandi dell’Olimpo gastronomico è Gianfranco Vissani che ha apprezzato “lo spirito sempre combattivo” del gotha della cucina italiana. “Dopo 30 anni – ha detto Vissani – momenti come questi sono i più sentiti, e danno la forza per andare in avanti. L’alta ristorazione risente un po’ della crisi. Che si combatte quando il ristoratore va incontro al cliente, offrendo, come faccio a Baschi, anche menu per celiaci, da 30 a 70 euro, e tenendo fermi i listini, ma soprattutto valorizzando i nostri prodotti agricoli che sono il bene assoluto dell’Italia. Sono contrario alla chimica, e un convinto assertore del cibo Ogm free. A tavola, vorrei tornare agli anni ’50, non tanto per quel che si mangiava, ma per il gusto di mangiare, e il piacere di fermarsi, dedicare il tempo a cucinare”. Campania e Lombardia, con tre locali a testa, detengono il primato delle ‘Tre forchette’, seguiti da Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Marche con due. Hanno sfiorato il top, con 94 punti, Villa Crespi di Orta San Giulio (Novara) con la cucina di Antonino Cannavacciuolo, e Don Alfonso 1890, a Sant’Agata sui Due Golfi (Napoli) della famiglia Iaccarino che da 23 anni è sempre stato, primato condiviso col ristorante Dal Pescatore Santini di Canneto sull’Oglio (Mantova), premiato con le ‘Tre forchette’ del Gambero Rosso. “Ho l’orgoglio di aver dato il là alla crescita di un territorio – ha detto Alfonso Iaccarino – e di aver creato un futuro per i miei figli, che hanno scelto di fare questo mestiere. Una storia di 23 premi consecutivi riconosce che sono stato il primo a credere nel valore dei sapori mediterranei, dell’olio extravergine, del biologico. E ancora oggi il segreto del successo del Don Alfonso è la qualità del cibo, biologico, e cucinato nella giusta maniera”. L’alta cucina italiana si presenta anche moderna e al passo dei tempi, con tanti giovani talenti tra i 21 cuochi da ‘Tre forchette’. Tra questi, i nuovi ingressi di Ilario Vinciguerra Restaurant a Gallarate (Varese) (91), e Il Povero Diavolo a Torriana (Rimini) con lo chef Piergiorgio Parini (90). In felpa e zainetto anche il re dei tartufi, Enrico Crippa di Piazza Duomo ad Alba (Cuneo) (93), e Niko Romito (93) che non sconta quindi, in termini di qualità del servizio, il trasloco a Castel di Sangro (L’Aquila). Evergreen, e sempre sorridenti, Moreno Cedroni de La Madonnina del Pescatore (91) a Senigallia (Ancona) e i fratelli Max e Raf Alajmo, Le Calandre (93) a Rubano (Padova).(di Alessandra Moneti – ANSA).

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