Gastronomia: la Regione sostiene la candidatura Unesco di Parma

image002Parma “ambasciatrice” della Food Valley nel mondo e con essa della straordinaria tradizione enogastronomica di tutta l’Emilia-Romagna, la regione che detiene il record europeo di Prodotti Dop e Igp, ma anche quella che la rivista statunitense Forbes ha definito “Italy’s greatest gastronomic treausure”.
Con questo obiettivo la Regione, nell’anno di Expo, ha deciso di sostenere la candidatura di Parma a “città creativa dell’Unesco per la gastronomia” e di sottoscrivere un protocollo d’intesa con il Comune, l’Anci emilia-Romagna e l’associazione “Cheftochef Emilia-Romagna cuochi”. “ Per Forbes siamo la regione con la cucina più buona del mondo – ha detto oggi a Bologna presentando l’iniziativa l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli– era giusto cogliere questa sollecitazione. Da qui la proposta di Parma, ma anche, attraverso Parma, di tutto il territorio regionale. Stiamo lavorando su un’idea integrata di territorio. Tra le ultime iniziative ‘In viaggio verso Expo’ ancora una volta insieme a Chef to Chef, per portare a Milano il meglio della tradizione enogastronomica emiliano-romagnola, lungo le tre direttrici della via Emilia, del Po e dell’Appennino. Là tireremo una sfoglia di 50 metri che ogni cuoco riempirà con il ripieno e chiuderà con la foggia tipica della propria città”.
Il network “città creative” dell’Unesco ha come obiettivo la creazione di un legame tra città, in grado di fare della creatività culturale un elemento essenziale per il proprio sviluppo economico in una prospettiva internazionale. Sette le sezioni previste: musica, letteratura, folk art, design, media arts, gastronomia e cinema. Il Protocollo odierno sostiene e rafforza tale candidatura con l’obiettivo di attivare forme di collaborazione per promuovere il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico regionale.
La candidatura di Parma a City of Gastronomy, è stata avanzata dal Comune in risposta al bando Unesco del 16 aprile scorso. “ Il 15 luglio – ha spiegato l’assessore al commercio e turismo Cristiano Casa – la presenteremo presso la sede dell’Unesco a Parigi”. Anche Casa ha sottolineato il valore di “avamposto in rappresentanza di tutta la regione” della candidatura di Parma e ha spiegato che l’Amministrazione comunale ha già avviato i contatti con Alba, l’altra città candidata italiana per la gastronomia, così da avviare azioni di sostegno e supporto reciproco.
“Progetti che facciano rete e che aiutino a scoprire tutte le opportunità che offre un territorio”. Questa l’idea di fondo che anche Anci Emilia-Romagna sostiene, come ha spiegato il direttore Gianni Melloni. Mentre Massimo Spigaroli, presidente dell’associazione Chef to Chef ha riassunto le caratteristiche salienti della tradizione eno-qastronomica parmigiana che ne fanno un punto di riferimento a livello internazionale. Dalle tante ricette “alla parmigiana” che si ritrovano anche nei menù ottocenteschi, alle citazioni fin nel Decamerone, così come al particolare microclima favorevole a produzioni uniche al mondo. “Come cuochi abbiamo una grande responsabilità nell’indirizzare le scelte dei consumatori” ha detto tra l’altro Spigaroli ricordando l’impegno dell’associazione a fianco della Regione per la valorizzazione delle piccole produzioni locali, fortemente legate al territorio emiliano-romagnolo e presidio della biodiversità

Parma: tutta la filiera in una sola città
Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Salame di Felino, Fungo di Borgotaro e Malvasia di Candia. Sono solo alcune delle eccellenze enogastronomiche e dei prodotti tipici che può vantare Parma con il suo territorio. Ma la città ducale ha le carte in regola per essere ammessa nel network delle città creative anche per altri motivi. Qui si concentra e si riassume al meglio tutta la filiera enogastronomica: dalla terra, alla tavola. Produzioni tradizionali dunque, ma anche una spiccata capacità di innovazione nel campo della sicurezza alimentare e della ricerca, grazie a EFSA (European Food Safety Agency) e SSICA (la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari). Realtà industriali come il Gruppo Barilla, leader mondiale nel mercato della pasta e Mutti, specializzata nelle conserve di pomodoro. Nel campo dell’haute cuisine ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina con sede a Colorno, di cui è rettore lo Chef Gualtiero Marchesi. In questo panorama, ha un ruolo fondamentale la progettazione universitaria dedicata al tema del food, di cui è capofila il Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma con un corso di laurea in Scienze Gastronomiche e il relativo Master COMET (Cultura, Organizzazione e Marketing dell’Enogastronomia Territoriale). E poi ancora: i Consorzi di tutela; i ristoranti e gli chef stellati; le rassegne e le manifestazioni fieristiche internazionali come CIBUS, senza dimenticare le sagre e i mercati.

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