Gdf, nel 2105 sequestrati 162.00 kg cibo contraffatto

GdFOltre 162mila chili di alimenti contraffatti sequestrati, 143 segnalazioni amministrative, 81 per abuso commerciale e 29 denunce. Sono i risultati della lotta alla pirateria agroalimentare alla svolta dalla Guardia di Finanza nei primi sette mesi del 2015, illustrati a Expo nel convegno “Contrasto alla contraffazione e tutela del Made in Italy nel campo agroalimentare”. In base ai dati forniti dal colonnello Vincenzo Tuzi, Comandante del Nucleo Tutela Proprietà intellettuale delle Fiamme Gialle, la regione più colpita dai sequestri da gennaio a luglio sono le Marche con 44.564 chilogrammi di alimenti (in gran parte falsi prodotti biologici), seguita da Veneto (30.705 kg), Liguria (27.100 kg), Calabria (25.575 kg) e Basilicata (11.683 kg). In generale, i sequestri hanno interessato soprattutto pasta e farine (oltre 90mila kg). Si concentrano quasi totalmente in Lombardia, invece, i sequestri di bevande, dove spicca il dato degli oltre 21 milioni di litri di falsi vini Doc, Igp e Igt scoperti dal Nucleo di Pavia nell’ambito dell’operazione “Cana”. Nel campo dell’agropirateria, ha spiegato il comandante Tuzi, “l’inganno al consumatore può riguardare non solo l’indebita riproduzione, copia e falsificazione del marchio ma, soprattutto, la falsa indicazione delle composizioni organolettiche dei prodotti, oppure la falsa indicazione di provenienza geografica, di denominazione di origine o specialità tradizionale garantita (marchio DOP, IGP o STG). Nella classifica dei cibi più bersagliati dalle frodi, infatti, il primato spetta ai prodotti Dop e Igp (16%). A ciò si aggiunge il fenomeno dell’italian sounding che colpisce l’agro-alimentare del nostro paese soprattutto all’estero, Stati Uniti in primis”. In questo campo, per le eccellenze alimentari italiane, ha proseguito il comandante, il “web rappresenta una grande opportunità ma anche una grave minaccia, in quanto attraverso questo strumento possono essere messi in vendita prodotti contraffatti e pericolosi”. La lotta ai falsi alimenti made in Italy svolta dalla Guardia di Finanza passa anche attraverso il Siac, il Sistema Informativo Anti Conraffazione entrato a regime nel 2014 con sede a Bari. “Il Siac – ha spiegato Tuzi – si presenta innanzitutto attraverso un sito-web che fornisce un quadro della situazione aggiornato sull’azione dei vari attori istituzionali a contrasto del ‘mercato del falso’, mettendo a disposizione dell’utenza (imprese e cittadini) anche indicazioni e consigli pratici per evitare di acquistare prodotti contraffatti o pericolosi”.(di Silvia Egiziano – ANSA)

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