Giornata Mondiale della Terra: l’appello di Andrea Segrè contro lo spreco

«Nella Giornata mondiale della Terra che festeggeremo domani, mercoledì 22 aprile, ricordiamoci che il diritto al cibo è la sfida del nostro tempo. A 36 anni dalla sua istituzione, la Giornata Mondiale della Terra ha una valenza insieme formativa e informativa: per questo è importante rilanciare l’obiettivo ‘spreco zero’ come denominatore comune alle risorse fondamentali sul pianeta, dal cibo all’acqua al suolo, e puntare sull’educazione alimentare e ambientale come valore strategico nella formazione delle generazioni presenti e di quelle future che abiteranno la Terra». Lo ha dichiarato il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, ideatore del movimento spreco zero alla base dell’impegno contro lo spreco alimentare in Italia e in Europa, e presidente del Comitato che, per il Ministero dell’Ambiente, è incaricato di elaborare il Piano nazionale di riduzione dei Rifiuti. «La partita dello spreco è complessa e noi abbiamo cominciato a giocarla nel 2010 fra l’Italia e l’Europa – spiega ancora Andrea Segrè -chiedendo subito alla Commissione Ue di istituire un Anno Europeo contro lo Spreco alimentare. Il risultato si potrà finalizzare solo a livello globale: nella filiera dello spreco sono importanti i progetti di recupero per l’invenduto della distribuzione, grande e piccola. Ma è a livello di spreco domestico che soprattutto giochiamo la nostra partita. Come cittadini europei chiediamo una capillare campagna di educazione alimentare e ambientale, e a quattro anni dalla Risoluzione del Parlamento Europeo rilanciamo la richiesta di proclamare l’Anno Europeo contro lo Spreco Alimentare entro il 2025, che abbiamo indicato nel 2010 come data simbolo per monitorare gli obiettivi di riduzione dello spreco, e che è stata recepita in molte normative degli stati membri, a cominciare dalla Francia». Vale 143 miliardi di euro ogni anno lo spreco alimentare nei Paesi dell’Unione Europea e ciascun cittadino UE spreca ogni anno 173 chilogrammi di spreco alimentare. Gli Stati di UE-28 producono ben 88 milioni di tonnellate di spreco alimentare all’anno, e il soggetto che contribuisce maggiormente allo spreco alimentare sono le famiglie con 47 milioni di tonnellate, vale a dire il 70% dello spreco alimentare europeo derivante dal consumo domestico, dalla ristorazione e dalla vendita al dettaglio. Dal momento che l’ammontare complessivo degli alimenti prodotti nell’UE (stima 2011) è di circa 865 kg/persona, ciò significa che il 20% circa del totale del cibo prodotto finisce per diventare spreco alimentare (dati progetto Fusions – Last Minute Market e UnIbo). Sul pianeta un terzo della produzione di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera alimentare, circa il 24% misurando in calorie (WRI 2013). E c’è di più: il valore economico del cibo sprecato a livello globale si aggira intorno ai 1.000 MLD di dollari/anno ma sale a circa 2.600 MLD di dollari se si considerano alcuni dei costi «nascosti» legati all’acqua e all’impatto ambientale.

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