Giornata mondiale vegani, ma in Italia piace sempre meno

Ortofrutta1
Una vita 100% vegetale. Per il rispetto degli animali, della salute e dell’ambiente. Uno stile di vita, quello dei vegani, celebrato ogni anno, il primo novembre, con una giornata mondiale, il World vegan day, (istituita nel 1994 dalla vegan society londinese). Ma in Italia questa filosofia di vita vede i seguaci in calo, nonostante i continui allarmi sulla pericolosità e sui rischi per la salute se si fa troppo consumo di carne, latticini e alimenti trattati, e il proliferare negli ultimi anni di ristoranti vegani. Sono lo 0,2% della popolazione, secondo l’ultima rilevazione dell’istituto di ricerca Eurispes, con un calo del 55% rispetto allo 0,6% del 2014; erano l’1,1% del 2013. E non va meglio nel resto del mondo dove i seguaci vegan hanno subito una battuta d’arresto. Anche i vip come Drew Barry More, Anne Hathaway e politici dal calibro di Bill Clinton, hanno deciso di abbandonare il veganismo. Rinunciare a carne, pesce, latticini, uova, miele e tutto ciò che deriva dal mondo animale ed è testato sugli animali, benchè completo nell’apporto di sostanze nutritive, risulta un sacrificio troppo gravoso, che a lungo andare porta ad abbandonare un regime dietetico così severo. Magari per passare al vegetarianismo (che esclude l’apporto di proteine animali privilegiando frutta, verdura, legumi, cereali e proteine di origine vegetale), che in Italia ha più successo visto che, sempre secondo i dati dell’Eurispes si attesta al 5,7% nel 2015 rispetto al 6,5% del 2014 e al 4,9% del 2013. Sommando le due pratiche alimentari, a seguire un regime nutrizionale che esclude l’apporto di proteine animali è meno del 10% della popolazione: il 5,9% nel 2015 (circa 3,5 milioni di persone). Frutta e verdura, comunque, si affermano sempre più nella dieta degli italiani e per la prima volta la spesa di questi prodotti (che rappresenta il 23% di quanto si destina all’alimentazione) ha sorpassato quella per la carne ed è diventata la prima voce del budget alimentare delle famiglie, secondo una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi gli ultimi quindici anni. In nome del 100% cruelty free, cioè senza sofferenza animale, il vademecum del perfetto vegano vieta l’uso di farmaci e cosmetici, preferendo rimedi naturali, e mette al bando indumenti di lana, pelle e seta. Per arricchire la dieta vegani e vegetariani assumono integratori, dai multivitaminici ai minerali. Così sono nate le farmacie adatte a ‘vegan’ e ‘veg’. Ma la dieta vegan guarda anche all’ambiente: sono solo 2,9 i chili di anidride carbonica prodotti a persona rispetto ai 7,2 kg di chi consuma carne e ai 3,8 della dieta vegetariana secondo l’Ente nazionale protezione animali.(di Stefania De Francesco – ANSA).

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