Giovani imprese crescono, anche con meno soldi

Sono 9170 le nuove imprese agricole nate nel primo trimestre 2012 su un totale di 824mila imprese operanti nel settore. E’ quanto e’ emerso da una analisi di Coldiretti Giovani Impresa resa nota in occasione dell’Assemblea, con quasi duemila giovani imprenditori agricoli under 30, durante la quale e’ stato presentato il vademecum su ‘Come aprire una azienda agricola in dieci mosse’ per rispondere alla domanda di campagna delle giovani generazioni, anche tenendo conto delle opportunita’ che derivano dal decreto sulle liberalizzazioni in cui si prevede la possibilita’ di affitto, oltre alla vendita, dei terreni agricoli demaniali, con prelazione a favore proprio dei giovani agricoltori. Una opportunita’ che potrebbe riguardare fino a 338mila ettari di terreni agricoli pubblici dai quali, secondo la Coldiretti, potrebbero nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani. Secondo i consigli della Coldiretti Giovani Impres e’ prima di tutto prioritario avere un ‘idea’ d’impresa intorno alla quale sviluppare un progetto. Non accontentarsi delle ipotesi piu’ tradizionali ma considerare l’ampio spettro di opportunita’ offerte dal settore: dalle agroenergie fino all’offerta di servizi alle scuole come le fattorie didattiche, ma anche alle pubbliche amministrazioni per la cura del verde. L’organizzazione agricola sottolinea anche l’importanza di confrontarsi con chi ha gia’ fatto esperienze analoghe o simili visitando direttamente le aziende in Italia e in Europa. Dopo aver verificato la tenuta dell’idea e averla trasferita in un progetto concreto con la collaborazione di esperti, vanno individuate le opportunita’ concrete che ci sono sul mercato in termini di localita’, aziende e professionalita’. Le giovani imprese agricole crescono il triplo rispetto alle adulte con metà credito,un quadro fatto di tanto entusiasmo, ma anche nel concreto di crescita, occupazione e investimenti. E’ quello tracciato dai giovani imprenditori della Coldiretti, in occasione dell’assemblea nazionale di oggi a Roma. “Il quadro nazionale ci dice che quello agricolo è il terzo settore scelto dai giovani: siamo in 61.000 e due su tre scelgono di fare filiera corta e di misurarsi su nuove forme di strategia nazionale, mentre il 17% di noi sceglie l’export raddoppiando la media nazionale. Garantiamo 150.000 posti di lavoro”, spiega all’Adnkronos Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale dei giovani della Coldiretti. “In questo Paese c’è bisogno di crescita, ce lo dicono tutti ma nessuno ci dice quale deve essere la traiettoria. Noi però stiamo affermando che partendo dal progetto concreto della filiera agricola tutta italiana lanciata dalla Coldiretti, questa idea di crescita l’abbiamo e la vogliamo mettere a diposizione del Paese”, aggiunge Sangiorgio. Il delegato dei giovani della Coldiretti ricorda però anche i problemi: “molti potrebbero pensare all’accesso al credito, problema che si potrebbe superare se avessimo un unico interlocutore. Immaginiamo, per esempio, un Confidi: noi l’abbiamo fatto con il progetto giovani di CreditAgri di Coldiretti, in un anno abbiamo fnanziato 500 progetti imprenditoriali garantendo un investimento che supera i 100 milioni di euro. Non sappiamo se poco o tanto ma sicuramente è una risposta ai giovani che hanno sete di credito”. Le giovani imprese hanno la metà delle possibilità di accedere al credito rispetto a quelle adulte, ma crescono il triplo. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Swg presentata oggi a Roma in occasione dell’assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, in rappresentanza delle 61.000 imprese agricole condotte da giovani in Italia. Secondo la Coldiretti, le opportunità di ottenere finanziamenti dalle banche si riducono della metà quando si tratta di imprenditori giovani. Il 17% degli under 30 segnala, infatti, difficoltà rispetto all’8% degli adulti. Nonostante ciò, il 33% dei giovani si trova in fase di espansione aziendale, al Nord come al Sud, contro il 10% della media nazionale. Gli under 30 sono particolarmente attivi anche nell’export, con il 13% dei giovani che vende oltre confine, contro una media nazionale dell’8%. Il 40% dichiara inoltre di aver aumentato il proprio fatturato nell’ultimo anno. E in effetti, il 43% dei giovani giudica l’attuale situazione economica della sua azienda soddisfacente contro un 28% degli adulti, mentre il 44% ritiene addirittura che la sua situazione economica migliorerò nei prossimi 12 mesi, rispetto ad una media del 18%. Il dato è ancora più rilevante al Sud, con un valore del 51%. Nel 37% dei casi, poi, ci sono progetti di espansione per i prossimi tre anni, attraverso affitto (22%) o acquisto di terreni (15%). Un’azienda su due vanta anche una certificazione di qualità mentre il 63% è multifunzionale contro il 37% del campione nazionale. Il principale settore di investimento per i giovani imprenditori (42%) è la vendita diretta dei prodotti, seguita da agroenergie (24%) e agriturismo (18%). Ma la filiera corta è anche il canale commerciale preferito (64% contro 36% del campione nazionale), seguito dalle reti con cooperative e consorzi (31% a fronte del 22% generale). Nelle giovani imprese agricole lavorano stabilmente in media tre persone all’anno, con una forte presenza di lavoratori immigrati, in media del 18% contro il 10-11% generale. Non mancano però gli ostacoli: oltre al problema del credit crunch, per il 36% dei giovani la principale difficoltà per lo sviluppo di impresa è la burocrazia. “Per consolidare questi risultati serve una politica di creazione di imprese giovani all’interno di un’idea precisa di crescita economica del Paese – sottolinea il delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Vittorio Sangiorgio – che si basi su intelligenti attività di promozione e di accompagnamento alla fase di progettazione; su meccanismi di assistenza allo start-up; su innovative ipotesi per la messa a disposizione delle giovani imprese dei terreni, su un coordinamento tra le diverse competenze; su una regolamentazione e semplificazione dell’accesso al credito per evitare che in un momento di crisi economica e di scarsità di risorse si rischi di lasciare inutilizzate risorse disponibili e a cui i nostri giovani non riescono ad accedere”. “L’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni”, aggiunge il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini, sottolineando che “nell’attività manifatturiera tale percentuale si è più che dimezzata. La presenza di giovani agricoltori è rimasta percentualmente stabile a conferma che il ricambio generazionale in agricoltura è più alto che in altri settori”. (Adnkronos)

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.