Giovani, internazionalizzazione, reti d’impresa: Alleanza per l’agricoltura si interroga sui temi del futuro

Aziende Agricole 1Sono circa 5.550 i giovani agricoltori professionali presenti in Emilia-Romagna, l’8,5% delle imprese iscritte alla Camera di Commercio. Questi giovani under 35 mettono assieme ben il 33% del valore della produzione agricola regionale. Il risultato è in buona parte frutto di una maggior attenzione dei giovani al mercato e a quanto succede al di fuori della propria azienda; di una loro propensione al confronto e alla collaborazione con altre imprese. Tuttavia il dato non soddisfa pienamente. Infatti “il 62% dei giovani imprenditori intervistati non ha ancora un profilo manageriale e appare incentrato su scelte di breve periodo”. Ad affermarlo è Camillo Gardini, presidente Agri 2000, oggi al convegno “Il ruolo del sindacato nell’agricoltura che cambia” organizzato a Bentivoglio (Bo) da Alleanza per l’agricoltura che raggruppa le rappresentanze provinciali di Confagricoltura, Cia e Copagri. Quale dunque la miglior terapia per il futuro? “Favorire la crescita di agricoltori manageriali e per realizzare questi obiettivi” – è la pronta replica di Gardini – “grande può essere il ruolo delle organizzazioni professionali dei produttori agricoli”. Ma in che modo il sindacato può rispondere alle nuove esigenze delle imprese agricole? “Partendo proprio da una maggior aggregazione delle forze sindacali” – è l’auspicio di Andrea Gabusi, presidente vicario Copagri. La tavola rotonda moderata da Beppe Boni, vice direttore del QN Il Resto del Carlino, fa il punto.
“La giornata di oggi è stata prima di tutto una bella occasione per ribadire che Alleanza per l’agricoltura si candida a essere un valido riferimento per le aziende agricole dinamiche e che vogliono innovare”, dichiara Marco Bergami, presidente Cia Bologna, “oltre che un nuovo strumento di rappresentanza sindacale che risponde al motto l’unione fa la forza”.
“Alleanza per l’agricoltura deve puntare alla condivisione delle linee strategiche di sviluppo e al maggior efficientamento dei servizi, al fine di rafforzare il proprio peso politico e sindacale ai tavoli istituzionali e raggiungere alcuni traguardi, tra cui: economie di scala, aumento della professionalità, maggiore efficacia ed efficienza di risposta a livello territoriale, maggiori competenze specifiche” – rimarca Chiara Montroni, 34 anni, agronomo e presidente ANGA Bologna, che ha preso la parola in rappresentanza dei giovani imprenditori.
Tra le priorità del sindacato nel futuro: favorire lo sviluppo della cultura d’impresa e il passaggio da produttore ad imprenditore; elaborare progetti unitari territoriali in tandem con gli altri settori economici (in particolar modo industria e artigianato) per dare organicità di strategia alle produzioni tipiche; promuovere l’aggregazione attraverso le reti d’impresa; infine, sostenere gli imprenditori nel difficile processo di internazionalizzazione verso l’acquisizione di nuovi mercati.
“Una mano però deve arrivare dal Governo” conclude Gianni Tosi, presidente Confagricoltura Bologna, “non si può fare sindacato di impresa se non si valorizza il ruolo dell’agricoltura in tutti i suoi aspetti. A partire dal nodo della Trise, dell’Imu – che di nuovo incombe sugli agricoltori – e dall’enorme peso burocratico di un sistema a dir poco farraginoso. E’ opportuno pensare a come rilanciare il nostro paese nel suo complesso. Il settore manifatturiero ha perso il 25% del valore della produzione fra il 2008 e il 2013, oltre il 15 % delle imprese sono scomparse o sono in crisi. Non possiamo perdere un comparto così importante ma è necessaria una visione integrata dove non vi sia la predominanza di un settore sugli altri. E noi, come sindacato agricolo, oggi più che mai, dobbiamo diventare artefici di un cambiamento e di un salto di qualità definitivo che consenta di fornire il supporto necessario agli associati per soddisfare i loro fabbisogni e le loro esigenze. E passare a una nuova fase storica, quella di imprenditori correlati in rete. Dobbiamo ribadire con forza il ruolo di sintesi e di rappresentanza degli interessi agricoli e fungere sempre più da cerniera tra le imprese, la politica e la pubblica amministrazione”.
All’incontro hanno partecipato anche Massimo Ferrante, segretario C.N.A. Bologna; Umberto Cesari, titolare azienda agricola “Umberto Cesari”; Luigi Vannini, professore ordinario di Economia e Politica Agraria, corrispondente presso l’Accademia Nazionale d’Agricoltura; Beatrice Draghetti, presidente della Provincia di Bologna e Daniele Passini, Alleanza per le Cooperative di Bologna.

2 Commenti in “Giovani, internazionalizzazione, reti d’impresa: Alleanza per l’agricoltura si interroga sui temi del futuro”

  • GIORGIO DE ROSSI scritto il 25 novembre 2013 pmlunedìMondayEurope/Rome 19:04

    Buona sera. Prendo spunto da una frase che è stata pronunciata durante l’interessante Convegno: ” passare ad una nuova fase storica, quella di imprenditori correlati in rete”. In realtà è proprio dalla costituzione di specifiche “Reti di Imprese” nel settore agricolo ed agroalimentare che deve passare il vero cambiamento ! Il nuovo “Modello Rete”, quello basato su di un “Contratto di Rete” ai sensi dell’art. 42 della Legge n. 122/2010 e successive modificazioni, dovrà costituire quello strumento innovativo, rispetto agli attuali modelli, capace restuire alle Aziende Agricole , guidate dai giovani imprenditori, quella spinta indispensabile per una crescita duratura basata sull’innovazione e l’internazionalizzazione. Solo attraverso un’aggregazione imprenditoriale strutturata, si potrà pervenire ad un cambiamento radicale delle piccole e medie realtà aziendali: è necessario superare la diffidenza del singolo imprenditore che ha costruito la propria azienda con una concezione personalistica e non accetta una partecipazione collaborativa o un progetto condiviso per la preoccupazione di perdere la propria identità ! Le Reti di Imprese sono un Modello “giovane” e pertanto pienamente rispondente alle aspettative dei giovani imprenditori ! La sempre maggiore attenzione che verrà rivolta ad un’ aggregazione dotata di una forte e duratura progettualità, dipenderà esclusivamente dalla capacità esterna di considerare il “MODELLO RETI DI IMPRESE”, non come una semplice pluralità di soggetti riuniti insieme per realizzare uno scopo comune limitato nel tempo, bensì come un imprenditore unico, pubblicamente identificato in un Contratto di Rete, dotato di un proprio Patrimonio, di una sua autonoma personalità giuridica, di un solido Business Project, nonchè di una Governance affidabile, efficiente ed in grado di dare concreta attuazione agli obiettivi prefissati !
    Dr. Giorgio De Rossi – Sindaco ASNACODI ed A.D. della Rete Socio Sanitaria SANARES

Trackbacks

  1. Giovani, internazionalizzazione, reti d’i...

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.