Giubileo,Giochi Olimpici e Olio Igp Roma: cosi’ la capitale cerca la ripresa

bottiglia olioSette mesi per identificare con un nuovo marchio tutto l’olio extra vergine di oliva di qualità del Lazio. La proposta è emersa durante la presentazione dell’idea progetto dell’IGP ROMA dell’olio extra vergine di oliva, nell’ambito della presentazione di EXTRACT, il primo rapporto sulla percezione che il consumatore mondiale ha dell’olio extra vergine di oliva italiano. L’idea progetto è maturata negli ambienti di OP Latium, organizzazione di produttori olivicoli territoriale organizzata da Coldiretti Lazio e aderente ad Unaprol, che registra sul nome di ROMA, come identificativo della produzione di extra vergine del Lazio, diverse adesioni tra le quali: l’Arsial principale sostenitore dell’iniziativa convegnistica, la Regione e Unioncamere Lazio, Azienda Romana Mercati e Camera di Commercio di Roma. “Vi sono elementi storici, spiega David Granieri presidente di Unaprol, che associano indissolubilmente il legame di Roma con l’olio extra vergine di oliva”. Dal Tempio dell’Ercole Olivario che celebra gli antichi splendori di Roma nel commercio dell’olio di oliva nel Mediterraneo, al motu proprio del 1788 di papa Pio VI che concedeva un “Paolo” per ogni olivo messo a coltura, dando così slancio all’olivicoltura laziale e di tutto il lo Stato Pontificio. “C’è anche una notevole reputazione riguardante documenti contabili, materiali promozionali ed etichette che testimoniano – afferma Granieri – la presenza del nome Roma, o Romano che accompagna l’olio extra vergine di oliva anche quello venduto nelle diverse province del Lazio. Un risultato, ha concluso Granieri, che se raggiunto consentirebbe di poter identificare associando il nome di Roma a tutto l’olio extra vergine di oliva, con determinate caratteristiche, prodotto nel Lazio e che verrebbe agevolato dalla normativa sulle denominazioni di origine perché riservato solo per le DOP e IGP. Con il riconoscimento dell’IGP ROMA la fotografia dell’olivicoltura ad indicazione di origine porterebbe da 112 a 316 i comuni interessati aumentando da 383.120 a 520.667 gli ettari di oliveti che potrebbero fregiarsi dell’indicazione geografica protetta. L’olio destinato alla vendita, escluso l’autoconsumo, passerebbe da 48.317 a 79.382 quintali e il valore potenziale della produzione stimato attualmente ad oltre 41 milioni di euro, raggiungerebbe i 63,5 milioni di euro generando una ricchezza che verrebbe riversata sul territorio e l’indotto collegato al settore. “Con questi numeri – ha riferito il prof. Antonio Rosati – amministratore unico di Arsial, l’ente regionale di sviluppo agricolo accetta questa sfida competitiva e sosterrà gli obiettivi di questo progetto perché rispondono alle finalità operative che l’Arsial stessa si è dato: razionalizzazione, aggregazione, generare valore per il territorio. In altri termini ricchezza per le imprese e per la regione che vive quest’anno del Giubileo anche come trampolino di lancio verso un altro importante traguardo, quello della candidatura di Roma2024 per i Giochi olimpici”. (Ansa)

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