Gli italiani sulla Pac: a gestirla siano tecnici e contadini

L’agricoltura deve essere gestita ”dai contadini, dai tecnici, dalle persone cioe’ che hanno le mani sporche di terra; non dai soliti, stantii e oramai veramente insopportabili politicanti”. Cosi’, in grande sintesi, il contenuto delle opinioni inviate alla Commissione europea dai cittadini italiani in risposta all’appello lanciato nei mesi scorsi da Bruxelles, che invitava tutti a portare nuove idee per dare un avvenire alla Politica agricola comune (Pac), e creare un legame piu’ stretto con i suoi cittadini-consumatori. Insomma, per i cittadini italiani – scrive Bruxelles – ”lo strumento principale, fondamentale, e’ la conoscenza, la passione. Senza questi elementi si rischierebbe di ripetere l’ennesima azione ‘Europa’ lontana dai cittadini, lontana dalle loro esigenze, vicina solo alle clientele, una situazione deflagrante per il futuro”. Cosi’, per la prima volta negli oltre 50 anni di vita della Pac, a Bruxelles sono giunti circa 6.000 contributi su come riformarla. Opinioni sulla cui sintesi stanno lavorando, nella capitale europea, circa 600 rappresentanti giunti dai 27 Stati membri. Le loro conclusioni serviranno da base al commissario europeo all’agricoltura, Dacian Ciolos, per mettere a punto una comunicazione – attesa a fine novembre – con gli orientamenti sulla revisione della Pac dopo il 2013. Entro la fine dell’anno invece, e’ in programma la proposta giuridica di Bruxelles sulla nuova politica di qualita’ in agricoltura. Tra le migliaia di contributi, numerosi sono giunti anche dalle organizzazioni italiane legate all’agricoltura e al mondo rurale, che hanno puntato sulla multifunzionalita’ del settore. ”Se l’Europa vuole essere unita – scrivono in estrema sintesi le organizzazioni italiane – deve avere una politica comune che assicuri in ogni territorio la presenza di agricoltori per l’approvvigionamento interno all’Ue (sovranita’ alimentare), ma anche per la salvaguardia dei territori, delle colture e della biodiversita’. L’agricoltura e’ un settore importante – aggiungono – ”non solo per il benessere della popolazione: e’ anche un settore economico chiave per uscire dalle crisi attuali, percio’ deve essere indirizzata e sostenuta con scelte politiche che tengono conto dell’interesse generale”. Insomma, come ha detto Ciolos aprendo i lavori, ”l’agricoltura deve essere al servizio della societa’. E’ il momento della verita’ tra la Pac e i cittadini, prima di ridiscuterne l’organizzazione, per essere sicuri che la base e’ sufficientemente solida a sostegno della costruzione”. Sulla stessa linea il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro (S&D) secondo cui ”la Pac deve diventare definitivamente una politica per i 500 milioni di abitanti nell’Ue. La grande sfida sara’ di produrre di piu’ con meno terra e meno risorse disponibili”. Ma oggi, ha concluso De Castro, ”siamo partiti con il piede giusto”. (ANSA).

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