Gran Suino Italiano: filiera e ricerca

maiale0x1“Cogliere tutte le opportunità di finanziamento offerte dal Piano regionale di Sviluppo Rurale 2014-2020; fare sistema all’interno della filiera per vincere le sfide del mercato globale e braccia aperte a chiunque ritenga strategico aderire alla prima interprofessionale zootecnica italiana e che abbia voglia di sedersi attorno a un tavolo per studiare politiche e strategie comuni”. E’ questa la road map tracciata stamani a Reggio Emilia dal presidente dell’OI Gran Suino Italiano, Guido Zama, nell’introduzione ai lavori assembleari.
L’Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino Italiano rappresenta un terzo della produzione suinicola dell’Emilia Romagna (oltre 340mila capi commercializzati e 25mila macellati a settimana nel 2013) e raggruppa più di cento allevamenti e alcune delle aziende rappresentative del settore che si occupano di macellazione, trasformazione e produzione di salumi e insaccati, quali Italcarni, Annoni, Zuarina, Galloni e il Prosciuttificio San Michele oltre all’Organizzazione dei suinicoltori dell’Emilia Romagna (Asser). Tra gli obiettivi principali: consolidare e sviluppare i rapporti tra i soggetti della filiera al fine di rafforzare il sistema produttivo territoriale; favorire un miglior equilibrio tra domanda e offerta e superare la crisi che da troppo tempo attanaglia il settore, nell’ottica di generare un valore aggiunto, grazie anche alla qualità delle produzioni, da ridistribuire equamente all’interno filiera.
Numerosi sono stati i risultati raggiunti dall’O.I. nei primi due anni di attività: la sottoscrizione del documento d’Intesa di Filiera per la valutazione del peso morto del suino (luglio 2013); la presentazione al Mipaaf della bozza del disciplinare per l’ottenimento del marchio Sistema di Qualità Nazionale per la carne fresca del suino pesante, che sta attualmente concludendo l’iter procedurale in vista dell’approvazione; la costruzione di un partenariato europeo di ricerca sul settore suinicolo e la collaborazione alla stesura di un progetto UE nel quadro del Programma di ricerca Horizon 2020 sul miglioramento dell’alimentazione e della genetica suinicola.
“In una regione in cui i prodotti a base di carne suina DOP e IGP vantano molte eccellenze gastronomiche – ha rimarcato il presidente Zama – l’O.I. ha stretto un rapporto collaborativo anche con il Distretto suinicolo lombardo, Unapros e, in fase di costituzione, con Unitalia”.
“Investiremo sulla ricerca – ha aggiunto – solo così potremo far crescere il sistema di filiera e realizzare quella sinergia necessaria per affrontare la competitività sui mercati stranieri. Pertanto, dopo l’approvazione del PSR, la nostra organizzazione avvierà la procedura per divenire a tutti gli effetti un Gruppo Operativo per l’Innovazione e accreditarsi come unico punto di riferimento per il comparto suinicolo italiano nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, che è una delle priorità della nuova programmazione rurale”.
“Auspichiamo dalla Regione – è la conclusione del presidente Zama – massima attenzione alla suinicoltura nell’allocazione dei fondi del PSR e supporteremo gli operatori del settore affinché siano tempestivi e attenti nell’attivare tutte le possibili richieste”.
L’Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, prendendo parte all’assemblea, si è detto “orgoglioso di aver tenuto a battesimo l’O.I. emiliano romagnola che ha gettato basi per un riequilibrio dei rapporti di filiera”.
“La volontà della Regione nell’elaborare il nuovo PSR – ha osservato Rabboni – è stata quella di dare la priorità a soggetti come l’Interprofessione che sanno fare squadra e condividere obiettivi, per stare al passo dei competitor europei e mondiali”.

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