Granarolo, dietrofront dell’azienda: ritirate le procedure di mobilità

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Dopo l’incontro di oggi con i sindacati la Granarolo ha deciso di ritirare le procedure di mobilita’ per i 95 lavoratori occupati negli stabilimenti di Novara e Castel S. Pietro (Bo). Lo scorso 29 settembre il colosso cooperativo aveva annunciato la chiusura dei due siti produttivi, con l’obiettivo di far convergere le attività nello stabilimento di Pasturago, ed aveva gia’ attivato le procedure di mobilita’ per i lavoratori in essi occupati.
I prossimi 10 e 11 novembre le Organizzazioni sindacali incontreranno di nuovo l’azienda per definire il piano industriale che dovra’ servire ad evitare il taglio dei posti di lavoro. ”Ancora una volta – ha dichiarato il Segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli – siamo riusciti a dimostrare che e’ possibile affrontare la crisi economica di un settore in sofferenza come quello lattiero-caseario senza che questa fosse scaricata solo ed esclusivamente sui lavoratori dipendenti e a portare un’azienda a ritirare i licenziamenti”. ”Apprezziamo il ritiro delle procedure di mobilita’ interpretandolo come un atto di grande responsabilita’ che apre la possibilita’ di un confronto vero e libero da qualsiasi tipo di condizionamento” ha aggiunto il segretario nazionale della Uila-Uil Tiziana Bocchi.

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