Granarolo: sciopero contro la chiusura di 2 stabilimenti. L’azienda replica: “salvaguarderemo l’occupazione”

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Stato di agitazione dei lavoratori di tutto il gruppo Granarolo dopo la presentazione da parte dell’azienda, del nuovo piano industriale 2009-2011, che prevede una concentrazione delle produzioni di yogurt e di latte a lunga conservazione nel complesso di Pasturago di Vernate (Milano). Nello stabilimento lombardo confluiranno le attivita’ dello yogurtificio di Castel San Pietro Terme (Bologna) e del sito di Novara (latte Uht) dove operano complessivamente 95 dipendenti. I sindacati dell’agroalimentare Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno deciso il blocco delle prestazioni aggiuntive e degli straordinari e uno sciopero di 8 ore per il prossimo 9 ottobre.
La Granarolo, che conta circa 1.600 lavoratori distribuiti in sei stabilimenti, ha gia’ dato vita ad un piano di riorganizzazione che scade nel giugno del 2010, al quale hanno seguito la chiusura dei siti di Sermoneta e di Rimini e la cessione dei marchi Merlo e Pettinicchio. Obiettivo del nuovo piano industriale è riorganizzare la rete vendita, la logistica e la distribuzione dell’intero gruppo per abbattere i costi e riuscire a competere meglio sul mercato.
”Rifiutiamo con forza la logica che impone i tagli occupazionali come unica risposta possibile alle esigenze del mercato – ha detto il segretario generale della Flai-Cgil Antonio Mattioli – e chiediamo all’azienda di ridiscutere l’assetto generale e definitivo di tutto il gruppo”.
“L’azienda – ha aggiunto il segretario nazionale Uila-Uil Tiziana Bocchi – ha dichiarato di procedere a un’ulteriore ristrutturazione, attraverso la chiusura di due siti e la creazione di una nuova societa’ dedicata per la gestione diretta della logistica distributiva, senza peraltro illustrare un progetto definito e le relative cadute occupazionali”.
La Granarolo, attraverso il direttore generale Rossella Saoncella – ha garantito che verrà compiuto ogni sforzo per riassorbire i lavoratori all’interno dei propri organici, in un arco di tempo sostenibile. “Il reimpiego dei lavoratori di Castel San Pietro Terme (45 persone) e’ legato agli interventi di ampliamento in atto nello stabilimento dei caseari di Bologna. Anche lo stabilimento di Pasturago – oggi il piu’ grande complesso industriale del Gruppo – ha sufficiente capacita’ di assorbimento nei confronti dell’organico di Novara (composto da 50 persone), in virtu’ del trasferimento delle produzioni, pur con le difficolta’ legate alla maggiore distanza tra i due siti”. “La precedente riorganizzazione attuata nel 2008 fu decisiva al fine di riportare in equilibrio i conti, ma l’assetto produttivo del Gruppo non era ancora adeguato a sostenere il confronto con i competitor, sia nel mercato dello yogurt, sia in quello del latte Uht, laddove il primo e’ dominato dai grandi operatori esteri che godono di dimensioni ed economie di scala incomparabili alle nostre, e il secondo e’ sempre di piu’ asservito alle dinamiche proprie di un prodotto commodity. Se a questo aggiungiamo che Granarolo, proprio in virtu’ della sua leadership, e’ particolarmente esposta all’attacco sferrato dalla marca privata nel mercato del latte fresco e di Alta Qualita’ – ha concluso il direttore generale – l’esigenza di intervenire su ogni possibile sovrapposizione di costo in tutte le aree di attivita’ del Gruppo e’ diventata una necessita’ non piu’ procrastinabile”.

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