Granarolo: un miliardo il fatturato , due acquisizioni in vista

image002L’agroalimentare motore per lo sviluppo delle imprese italiane, e intanto Granarolo rinnova il percorso di internazionalizzazione, si appresta a nuovi record di fatturato, ad ampliare la gamma prodotti e produttori, e pensa a Fico e all’Expo. Questi alcuni elementi emersi nella giornata inaugurale del nuovo centro e polo produttivo di Bologna cui hanno partecipato le massime autorita’ nazionali e regionali.
Granarolo S.p.A. – il maggiore operatore agro industriale del Paese a capitale italiano – alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina e di molte istituzioni nazionali e locali, ha presentato le importanti evoluzioni delle strategie di crescita ed internazionalizzazione del Gruppo.
“Abbiamo avviato il processo di internazionalizzazione del Gruppo due anni fa, a seguito del morso stringente della crisi e della significativa riduzione dei volumi di latte consumato . Era una necessità ma anche un’opportunità. Abbiamo creato stabilimenti e investito in acquisizioni una cifra importante (100 milioni di Euro), senza un euro di contribuzione pubblica, spesso salvando marchi e posti di lavoro, consci che il limite strutturale del nostro Paese è la dimensione media delle imprese, dimensione che preclude l’accesso agli strumenti finanziari, alla ricerca e sviluppo e dunque ai mercati non domestici – ha dichiarato il presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari che continua – Granarolo ambiva a rappresentare la capacità di portare nel mondo l’eccellenza dell’agroalimentare italiano. Abbiamo investito per cambiare pelle, per non essere una semplice latteria, ma una società lattiero casearia di prim’ordine, in grado di produrre formaggi molli e formaggi duri (specialmente DOP, tanto apprezzati all’estero), abbiamo investito nel saper fare italiano, nonostante le difficoltà orogeografiche con cui ci si deve confrontare rispetto ad altri Paesi.
Nel giro di due anni Granarolo è passata dal 4% di export al 16%. Oggi è presente tramite la holding Granarolo International in Francia con due stabilimenti produttivi, in Spagna con una commerciale, in UK con una società commerciale, così come in Cina. Nel corso del 2014 il Gruppo ha partecipato a 8 tra le maggiori fiere mondiali specializzate (Singapore, Johannesburg, San Paolo, New York, UK, Melbourne, Parigi, Pechino).
EXPO darà il via a un’ulteriore valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano e Granarolo vuole giocare un ruolo importante rappresentando all’interno di Padiglione Italia la filiera italiana del latte, filiera del latte bovino, ma anche del latte ovino e caprino (ha infatti investito nella produzione di pecorino attraverso l’acquisizione della Ferruccio Podda nel 2012 e del caseificio Pinzani nel 2014 e nel latte caprino attraverso l’acquisizione di Amalattea, nel 2014).
Chiuderemo questo anno superando il miliardo di Euro di fatturato ma, per competere con i player internazionali, dobbiamo crescere ancora: dovremmo raggiungere nel 2016 un fatturato di circa 1, 5 miliardi di Euro.
In portafoglio abbiamo diversi formaggi DOP e stiamo lavorando per ampliare ulteriormente il paniere prodotti e il numero di Paesi in cui siamo presenti.
Oggi inauguriamo una nuova palazzina uffici e un nuovo reparto produttivo qui a Bologna. Inauguriamo il nostro futuro. I valori degli investimenti tecnici realizzati sul sito di Bologna a partire dal 2009 (anno dell’investimento relativo al nuovo reparto mozzarelle) sono estremamente importanti: oltre 40 milioni di Euro al 2014 e previsioni di investimento per oltre 2,5 milioni di Euro nel 2015. Bologna è il cuore e la testa del nostro gruppo ma questo non ci impedisce di essere in altre 13 regioni italiane, di trovare lungo l’intero stivale conoscenza e saperi, persone che vedono in Granarolo la possibilità di valorizzare questi saperi e di andare in 55 Paesi nel mondo.
I numeri raccontano di un pezzo d’Italia che cresce.
E allora in questa occasione – ha aggiunto il presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari – sono lietodi comunicare due importanti operazioni tese a raggiungere questo obiettivo.
Abbiamo concluso un importante accordo con Gennari S.p.A., società parmense con una lunga tradizione nella produzione di parmigiano reggiano, grano padano e prosciutto crudo di Parma che apporterà a regime un fatturato aggiuntivo di circa 42 milioni di Euro. Con la famiglia Gennari lavoreremo per portare queste eccellenze all’estero. Il secondo annuncio riguarda la creazione di Granarolo Cile S.p.A. controllata da Granarolo International e prima piattaforma per approcciare il mercato sud americano. Granarolo Cile acquisirà il 90% della Bioleche Lacteos, storica cooperativa cilena di 300 allevatori con uno stabilimento di produzione di formaggio e un marchio ben posizionato sul mercato. L’operazione, finalizzata questa settimana, consentirà a Granarolo di raggiungere a regime, entro 4/5 anni, 27 milioni di Euro di fatturato attraverso la vendita di formaggi cileni e di prodotti importati dall’Italia.
L’America Latina è un mercato interessante e in crescita, con abitudini di consumo non lontane da quelle italiane. Stiamo guardando infatti anche ad altri Paesi di quell’area”.
“Cosa chiediamo al governo del nostro Paese”? – ha continuato Calzolari. In primo luogo la giusta considerazione dell’importanza strategica dell’agroalimentare per il nostro Paese, ben al di là delle estemporanee e a volte stucchevoli rappresentazioni del nostro mondo (contribuiamo per il 14% del PIL e il 14% dell’occupazione nazionale, contributo determinante per la nostra bilancia commerciale con oltre 30 miliardi di Euro di export). Si passi finalmente da politiche di sostegno dello status quo del comparto agricolo a politiche di profonda trasformazione, anche e prima di tutto, del comparto primario.
La Comunità Europea sta chiudendo la stagione delle quote latte: purtroppo il nostro Paese si è caratterizzato per la peggiore delle gestioni che si potesse immaginare, ma c’è ancora tempo per ammorbidire l’atterraggio a livello comunitario. Sarebbe infine paradossale, da parte del governo Italiano, non attivare ogni iniziativa per impedire che i produttori Italiani onesti subiscano una sanzione nell’ultimo anno di vita delle quote a causa di una stima errata della produzione nazionale da parte delle strutture ministeriali.
Nessun aiuto diretto, le risorse vanno destinate alla filiera, in particolare alla luce del crollo del prezzo della materia prima di questi mesi dai 50 Euro ai 35 Euro/hl. Con oscillazioni così insostenibili diventa di stringente attualità l’attivazione di strumenti di assicurazione del reddito.
Il Ministro Martina sa che siamo stati i soli, nell’ultimo trimestre del 2014, a sostenere una remunerazione dignitosa della materia prima.
È tempo di attivare un tavolo cogente di interprofessione che veda coinvolti tutti i soggetti, parte agricola, industria, cooperazione e distribuzione per una pianificazione del medio periodo.
Un provvedimento sull’etichettatura di origine a tutela del consumatore.
Il rispetto delle regole per una competizione fra onesti.
L’applicazione dell’articolo 62, che regola i rapporti contrattuali clienti/fornitori e soprattutto i tempi di pagamento dei prodotti agricoli e alimentari, noi lo stiamo applicando a monte, paghiamo il latte a trenta giorni, ma a valle alcune catene di distribuzione allungano le scadenze a propria discrezione.
Rivedere la norma che introduce il reverse charge alle vendite verso la GDO che sarà fortemente penalizzante per le imprese che vendono prodotti alimentari. Non dimentichiamoci che oggi un gruppo come il nostro è creditore verso lo stato di 50 milioni di Euro di IVA (e siamo arrivati anche a 90) e che mentre in Europa le imprese incassano entro il mese qui scontiamo 250 giorni medi.
Semplificazione burocratico-amministrativa (a titolo esemplificativo, in America servono 6 giorni per espletare una procedura di export doganale, in Germania 9, in Italia quasi 3 settimane).
Sostegno all’apertura dei nuovi mercati. Qui sì, mettendo a disposizione fondi di rotazione per la capitalizzazione dei necessari veicoli societari e le indispensabili strutture di appoggio, sto pensando a Fondo Strategico e a Isa. Politiche di sostegno alle integrazioni cooperative.
Costo del denaro, energia (+30% rispetto alla media europea), trasporti e logistica (+32% rispetto alla Spagna) in linea con gli altri paesi europei. Ma anche politiche fiscali e del lavoro che rilancino i consumi domestici, ma qui so che il Governo ha ben presente il tema. Proseguire nelle politiche di riforma avviate, tese a ammodernare il nostro Paese per recuperare il gap che ci separa dal resto dell’Europa. In sintesi, abbiamo bisogno di fare impresa in un Paese che funziona, noi vogliamo essere parte di un Paese che ce la vuole fare. Per parte nostra noi siamo sicuri che ce la faremo”.
FATTI RILEVANTI DEL 2014
Amalattea è uno dei maggiori operatori italiani nella produzione e commercializzazione del latte di capra e derivati.
La partnership, avviata nel 2013, prevede dal 2014 il controllo da parte di Granarolo S.p.A. che accede così ad un segmento di mercato, quello del latte caprino, che segna una dinamica di costante crescita in particolare all’estero grazie ad un trend di consumo favorevole e all’aumento delle intolleranze alimentari. Granarolo, con la Regione Sardegna e Maurizio Sperati di Amalattea, lavorerà anche allo sviluppo della filiera del latte caprino nazionale mutuando la grande esperienza della filiera Granlatte.
PINZANI
Dal 16 ottobre 2014 la Pinzani 1969 (100% controllata da Granarolo S.p.A.) ha preso in affitto il ramo d’azienda dalla Caseificio G. Pinzani.
Fondato nel 1969, il Caseificio Pinzani è specializzato nella produzione di pecorino a “latte crudo”.
Il Caseificio Pinzani opera da 45 anni, riuscendo a fondere le moderne tecnologie di produzione con le immutate tradizioni dell’arte casearia senese, creando prodotti di alta qualità ed eccellenza molto apprezzati all’estero.
CENTRALE DEL GUSTO
È la prima esperienza di un punto vendita diretto di Granarolo. L’azienda guarda infatti con interesse a questo approccio al mercato, soprattutto nei paesi stranieri.
La Centrale del Gusto, nata in sinergia con Gino Fabbri, Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, è pasticceria, gelateria, caffetteria, stuzzicheria all’interno del Mercato di Mezzo, in pieno centro storico bolognese.
LA CINA
Nel 2014 la Società ha preso parte alla delegazione di imprese italiane presente al primo business forum Italia-Cina insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Granarolo è peraltro già oggi tra i maggiori esportatori italiani in Cina nel settore lattiero caseario, in particolare per quanto riguarda latte UHT, mascarpone e formaggi (mozzarelle).
Da poche settimane è operativo il primo ufficio commerciale a Shanghai, un presidio diretto che consentirà di dare ulteriore impulso allo sviluppo commerciale sui mercati cinese e dell’Est asiatico. La Cina che negli ultimi 5 anni ha registrato un tasso medio di crescita delle importazioni di beni alimentari superiore al 20% e si stima che entro il 2018 possa diventare il maggiore mercato di importazione di generi alimentari con un valore di oltre 80 miliardi di Dollari .
Di recente, inoltre, dopo un rigoroso processo di valutazione, il Gruppo ha ottenuto dalle autorità cinesi l’accreditamento per esportare nel paese latte per l’infanzia (unica azienda italiana che ha ottenuto il via libera). L’accreditamento rappresenta un importante riconoscimento all’eccellenza qualitativa del Gruppo Granarolo, in un paese che si contraddistingue per l’importante domanda di prodotti alimentari (latte e derivati) che rispondano a elevati requisiti sicurezza alimentare.
COSA FAREMO NEL 2015
Granarolo ha programmato di partecipare a 11 fiere nel mondo.
Winter Fancy Food San Francisco 11-13 Gennaio
Gulfood Dubai 8-12 Febbraio
Int’l Food Event London 22-24 Marzo
Tuttofood Milano 3-6 Maggio
Hofex 2015 Hong Kong 6-9 Maggio
Africa’s Big seven Johannesburg 21-23 Giugno
Summer Fancy Food New York 28-30 Giugno
FHT Bangkok 2-5 Settembre
Fine Food Sidney Settembre
Anuga Colonia 10-14 Ottobre
FHC Shanghai 11-13 Novembre
Sono poi aperti sul tavolo diversi dossier.

EXPO 2015
EXPO darà il via alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano e Granarolo vuole giocare un ruolo importante rappresentando la filiera italiana del latte all’interno di Padiglione Italia. È un’opportunità unica per il Paese e per aziende come Granarolo che crescono all’estero facendosi ambasciatrici del buon cibo italiano.
FICO, la Fabbrica Italiana Contadina di Bologna.
Chiusi i battenti di Expo si apriranno quelli di FICO il più grande centro al mondo per la celebrazione della bellezza dell’agro-alimentare italiano. FICO sarà un tassello importante della City of Food ma soprattutto l’affermazione del nuovo distretto della food economy. E Granarolo ci sarà.

Gruppo Granarolo
Il gruppo Granarolo, uno dei principali player dell’agroalimentare italiano, comprende due realtà diverse e sinergiche: un consorzio di produttori di latte – Granlatte – che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima – e una società per azioni – Granarolo S.p.A. – che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta 12 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 in Francia ed 1 in Cile.Il gruppo Granarolo rappresenta così la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti circa 1.000 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 mezzi, 1.200 automezzi per la distribuzione, che movimentano 750 mila tonnellate/anno e servono quotidianamente più di 60 mila punti vendita presso i quali 11 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti Granarolo. Il Gruppo Granarolo conta circa 2100 dipendenti al 31/12/2014. Il 77,48% del Gruppo è controllato dal Consorzio Granlatte, il 19,78% da Intesa Sanpaolo, il restante 2,74% da Cooperlat.
Nel 2014 la Società annuncia un fatturato preconsuntivo superiore ad un miliardo di Euro.

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