Grano duro in calo 25%, chiesto incontro a Galan


Il Coordinamento cereali – organismo costituito da Confagricoltura, Cia, Copagri, Legacoop Agroalimentare e Fedagri-Confcooperative e che rappresenta una significativa quota delle superfici cerealicole coltivate e della potenzialita’ di stoccaggio a livello nazionale – chiede al ministro Galan un incontro urgente per affrontare la delicata situazione in cui versa il settore ed in particolare il comparto del frumento duro. “E’ necessario chiedere in tempi brevi un intervento in sede comunitaria per l’approvazione di misure di sostegno straordinarie – sostiene il Coordinamento – ed e’ inoltre opportuno approvare in fretta un progetto di filiera che sia in grado di garantire stabilita’ e prospettive future al settore cerealicolo”. In Italia, si rischia l’abbandono di una delle principali coltivazioni agricole del paese: il grano duro. Sempre piu’ profonda e’ infatti la crisi che sta colpendo il comparto. Il calo delle quotazioni di mercato per il grano duro ha superato il 25% rispetto alla campagna precedente. I bilanci delle imprese cerealicole del 2009 hanno chiuso mediamente con pesanti perdite dei profitti e le prospettive per la campagna in corso non fanno ben sperare. A fronte di un cosi’ pesante calo delle quotazioni, la riduzione dei costi di produzione non sfiora neanche il 5%.
Continuando su questi trend di mercato, l’Italia rischia, nei prossimi anni, di dipendere per questo importante bene alimentare – base della pasta, del pane e di molti altri prodotti della tradizione italiana – quasi ed esclusivamente dalle importazioni. I cereali, con oltre 4 milioni di ettari coltivati, occupano piu’ del 30% della superficie agricola del paese e piu’ del 33% di quella dell’Unione Europea. In Italia, la produzione cerealicola vale circa 4,5 miliardi di euro, ovvero il 10% dell’intero valore della produzione agricola nazionale.

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