Grano duro: semine in forte calo

duro duilio
Crollano nel 2013 le superfici a grano duro al Centro Italia con punte del 60%, stabili invece nel Mezzogiorno. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha effettuato una prima indagine sull’andamento della nuova campagna di semina. Al Centro le piogge torrenziali, tra novembre e dicembre hanno ritardato, se non impedito del tutto, le operazioni di semina con il 30% in meno di superficie a grano duro nelle aree interne della Toscana, mentre sul litorale tirreno toccherebbero addirittura riduzioni fino al 60% rispetto all’anno scorso. Dati ancora provvisori, puntualizza la Cia, ma che, se confermati, porterebbero a una significativa contrazione delle superfici coltivate a grano duro al Centro Italia rispetto ai 320 mila ettari della scorsa annata, con effetti disastrosi dal punto di vista economico per le aziende agricole, soprattutto in un momento in cui i prezzi di listino si prevedono remunerativi, anche a seguito della diminuzione della produzione mondiale (35 milioni di tonnellate). Ma il crollo delle superfici coltivate, precisa la Cia, desta preoccupazione anche sotto il profilo paesaggistico e ambientale, considerato che gran parte delle semine delle aree interne del Centro avviene su colline scoscese a forte rischio di abbandono e di dissesto idrogeologico.

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