Grappa: Germania primo paese di sbocco con il 64% dell’export


Per qualcuno si chiama Marc o Eau de Vie, per altri Grapa, Aguardente, Raki o brannvin. Per tutti e’ semplicemente grappa, ovvero acquavite di vinacce, a forte gradazione alcolica. “Proprio per difendere l’immagine del nostro distillato sul mercato mondiale chiediamo tutela – spiega Cesare Mazzetti, Presidente di ING – perche’ in alcuni paesi nei quali esportiamo abbiamo riscontrato una tendenza a “tagliare” il prodotto: la chiamano grappa ma sono distillati fatti da loro che spesso vengono mischiati andando a creare confusione nei consumatori. Il prodotto grappa si consuma poco all’estero perche’ e’ poco conosciuto e percio’ dobbiamo investire di piu’ nell’immagine”.
Il nostro obiettivo – secondo Mazzetti- e’ quello di comunicare al meglio il nostro prodotto e possiamo farlo con l’aiuto dei ristoratori e una adeguata strategia promozionale che veicoli il messaggio attraverso i canali giusti e guidi il consumatore ad un “Bere consapevole”. La produzione del prodotto grappa nel 2009 si e’ assestata su 11.000.000 di litri anidri con una leggera flessione rispetto al 2008 (-8,3%) ma con un segno piu’ davanti alla media di crescita degli ultimi dieci anni, ovvero +34,1% rispetto al 1999. I dati diffusi con la Relazione Annuale di Assodistil evidenziano che nel solo 2009 sono stati esportati 1.913.300 litri di grappa- il 17% della produzione totale di grappa – di cui 1.325.200 nel solo mercato tedesco, ovvero 2/3 del totale delle esportazioni. Di quanto esportato in Germania, il 64% e’ “imbottigliato”, mentre il restante 36% viene importato “sfuso” ovvero con la possibilita’ di mischiarlo ad acqueviti locali e dar vita a un prodotto che grappa italiana al 100% non e’ piu’. Stesso rischio anche in Svizzera, dove l’elevata presenza di distillati locali non solo fa abbassare la quota di importazioni dall’Italia, ma crea gli stessi problemi del mercato tedesco. I 229.000 litri che l’Italia esporta in Svizzera sono equamente ripartiti tra prodotto in bottiglia e prodotto sfuso mentre il terzo paese importatore, l’Austria con 74.600 litri, e’ positivamente orientata all’importazione di grappa in bottiglia cosi’ come anche Belgio e Paesi Bassi. La sorpresa arriva poi analizzando i mercati “secondari” in base al tipo di prodotto importato. Se guardiamo i paesi importatori di grappa, notiamo che il mercato americano – Stati Uniti e Canada – e’ presente solo nelle importazioni di grappa “in bottiglia”, cosi’ come la Spagna, la Francia e la Russia. I margini pero’ per questi mercati sono piuttosto ridotti – 113.200 litri in totale – circa il 6% del totale esportazioni. Viceversa, alcuni mercati sono presenti solo tra i paesi importatori di prodotto sfuso, come Nuova Zelanda, Repubblica Ceca, Giappone, Lussemburgo e Norvegia.

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