Grappa: la guerra dei prezzi mette a rischio la qualità

Dovrebbe chiudere senza variazioni rispetto al 2009 la produzione di grappa italiana del 2010, pari a 26 milioni di litri. Lo afferma all’Ansa il presidente di Assodistil, Antonio Emaldi, dando le prime previsioni di fine anno a margine della presentazione del progetto dell’Associazione di Confindustria e dell’Istituto nazionale di Grappa per tutelare e promuovere nel mondo il distillato made in Italy. “Dopo il calo di produzione dell’8,3% del 2009 – spiega Emaldi – il mercato in Italia ha trovato un suo equilibrio, ma è caratterizzato da una forte concorrenza sui prezzi e non è facile ridurli, con un’accisa che incide per l’8%, a fronte di un costo di prodotto venduto sfuso di 1,70 euro al litro-anidro (ovvero la grappa prima di essere diluita a norma di legge”. Una flessione dovuta, secondo il presidente di Ing Cesare Mazzetti, a politiche repressive contro l’alcol, a motivi salutistici e, non ultima, alla crisi economica. La parola d’ordine è quindi recuperare all’estero le quote di mercato perdute in Italia, paese che comunque assorbe l’83% della produzione nazionale. Il 17% della grappa viene esportato, assorbito per i 2/3 dalla Germania per il 64% in bottiglia e per il 36% sfuso, con il rischio di generare frodi. Con tagli e miscele, infatti, si crea un prodotto più economico e di minore qualità, ma con la denominazione Grappa, creando cosi’ confusione nei consumatori. “Dobbiamo tutelare il nostro distillato di bandiera nel mondo”, conclude Emaldi che, insieme a Mazzetti, sta valutando i meccanismi più efficaci per garantire ai produttori che la denominazione Grappa sia effettivamente percepita come un’esclusiva italiana; a chi denunciare i casi di contraffazione e come difendersi contro eventuali indebite registrazioni della Indicazione geografica (Ig) conquistata nel 2006. (ANSA)

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