Gruppi Pe a Juncker, no tagli a bilancio Pac 2015

UE Parlamento2”Come nuovo presidente della Commissione europea, vi chiediamo – per mostrare solidarietà con i produttori agricoli più colpiti (dall’embargo russo ndr) soprattutto nei tre paesi Baltici e in Finlandia – di mitigare l’emendamento al bilancio 2015 deciso dalla precedente Commissione Ue: i fondi sottratti dal settore agricolo dovrebbero ritornare alla Politica agricola comune e messi a disposizione dei produttori gravemente colpiti”.
E’ quanto si legge nella lettera inviata al neopresidente dell’Esecutivo Ue Jean Claude Juncker, dai coordinatori dei maggiori gruppi politici alla Commissione agricoltura del Parlamento europeo: Paolo De Castro (socialisti e democratici S&D), Albert Dess (partito popolare Ppe); Jim Nicholson (conservatori Ecr) e Jens Rohde (liberali Alde).
Nella lettera a Juncker, i coordinatori dei quattro grandi gruppi politici alla Comagri non nascondono”la loro grande preoccupazione” per il fatto che la precedente Commissione Barroso ”abbia deciso di non utilizzare i margini del bilancio agricolo provenienti dalle entrate legate alla liquidazione dei conti e alle multe sul latte, per far fronte all’attuale crisi, in particolare nel settore lattiero caseari, destinando invece i fondi alle crisi umanitarie e per prevenire la diffusione dell’Ebola”. Siamo d’accordo – proseguono – che la diffusione dell’Ebola dovrebbe essere evitata, ma non utilizzando i fondi del bilancio agricolo, in un momento in cui questo settore ha disperatamente bisogno di sostegno per la crisi. Inoltre il comparto viene lasciato con quasi nessuna riserva se una nuova crisi dovesse insorgere in un prossimo futuro”. Insomma – ricordano – ”l’attuale crisi del settore agricolo è stata inflitta da una decisione di politica estera e non dal fallimento del mercato. E se in passato numerosi progetti non agricoli (da Iter a Galileo) sono stati finanziati con fondi della Pac la situazione è fortemente cambiata per il 2014-2020. ”Vale a dire che il margine di manovra del bilancio agricolo è stato portato quasi a zero e la riserva di crisi per l’agricoltura è stata alimentata con una riduzione dei pagamenti diretti ai produttori Ue. Il bilancio dell’agricoltura – concludono con forza – non può essere più utilizzato per finanziare spese non agricole. Ed é necessaria una risposta rapida per evitare che i produttori lascino l’agricoltura”. (ANSA)

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