Guerra nella raccolta della frutta

Netto calo del costo del lavoro nei campi: i dati sono il risultato di un’inchiesta effettuata dalla Gazzetta di Modena. Per lo più oggi giorno a lavorare nei campi, sotto il sole estivo, sono studenti universitari che per guadagnare qualche euro lavorano come braccianti riuscendo così a mantenersi gli studi. Al fianco di questi ragazzi si stanno però moltiplicando figure di lavoratori in nero o che si vendono a prezzi molto bassi, si tratta spesso di persone straniere di origine pakistana. Con la crisi del settore industriale, questa estate si è assistito ad un riflusso di manodopera nelle campagne (anche se dati agricoli non sono certo confortanti, quest’anno si parla di un calo fra il 30 e il 40% della produzione), la grande disponibilità di operai è andata così ad abbattere il costo del lavoro, dando vita, talvolta, a fenomeni di “concorrenza sleale” fra gli stessi lavoratori. Parlando con alcuni di questi ragazzi risulta che gli stranieri si offrono a un prezzo molto basso (si parla di 5 euro l’ora contro i 7,50 euro di un operaio italiano) e sono disposti a lunghe ore di lavoro (che risulterebbero sicuramente irregolari agli occhi di un controllo). Offerte che attirano i datori di lavoro, facendo preferire spesso la manodopera straniera a quella italiana.

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