Guidi (Confagri): la corsa alla terra conferma che la sfida è produrre

Il rapporto Oxfam (Oxford Commitee for Famine Relief) pubblicato oggi, in cui si calcola che in dieci anni il fenomeno del “land grabbing” (la corsa all’acquisto o all’affitto a lungo termine di terreni agricoli nel mondo da parte di Stati sovrani o investitori istituzionali) abbia riguardato 227 milioni di ettari, una superficie pari a quella dell’Europa nord-occidentale, conferma i ripetuti avvertimenti lanciati da Confagricoltura.
“Questa nuova corsa all’oro per cui si prevede un progressivo intensificarsi nei prossimi anni – commenta l’organizzazione degli imprenditori agricoli italiani – conferma una centralità dell’agricoltura nelle sorti del mondo che ormai non si può più ignorare, sia sotto il profilo economico, sia sotto quello sociale. Già nel 2040 per soddisfare la richiesta di cibo sarà necessario il 70% di produzione agricola in più ad invarianza di mezzi rispetto ad oggi, ma l’attuale Politica agricola comunitaria non tiene conto di questo dato allarmante”.
“Voglio ricordare – sottolinea il presidente di Confagricoltura – Mario Guidi – che in giugno, a Parigi, 120 sigle mondiali che rappresentano gli agricoltori hanno aprire un documento comune chiarendo che la missione principale dell’agricoltura è quello di nutrire le popolazioni e che la sfida alimentare del XXI secolo richiede un aumento quantitativo e qualitativo della produzione. Contemporaneamente si è voluto rimarcare la necessità di trasparenza e conoscenza dei listini e degli stock in ogni parte del mondo, stimolando le organizzazioni internazionali interessate a stabilire regole di mercato e di posizionamento che riguardano le materie prime agricole per evitare eccessi speculativi».
“E’ chiaro che in questo contesto – prosegue Guidi – l’agricoltura italiana deve recuperare produttività e propensione al mercato. Le aziende devono indirizzarsi sempre più verso dimensioni economiche competitive, perché nei momenti di crisi non bisogna avere paura del cambiamento, ma gestirlo”.
“L’Italia – ha concluso Guidi – si rilancia solo se si riesce a far crescere le imprese e l’agricoltura in futuro sarà sempre più importante, che si voglia o no. E fare agricoltura vuol dire, prima di tutto, produrre”.

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