I 50 anni della cooperativa Dragone di Pavullo

cooperativa dragone

Nel 2010 fa rischiava di chiudere: in meno di tre anni è riuscita a raddoppiare produzione e fatturato. Hanno molti buoni motivi per festeggiare i soci e amministratori del Dragone, la cooperativa di Pavullo aderente a Confcooperative Modena che celebra quest’anno il cinquantesimo anniversario della sua nascita. Costituita nel 1962 per operare nel settore avicolo (i soci conferivano le uova prodotte nei loro allevamenti, le uova venivano incubate e i pulcini erano commercializzati dalla cooperativa), dal 1970 il Dragone si dedica esclusivamente alla produzione di mangimi composti integrati per le aziende agricole che allevano vacche da latte per il Parmigiano-Reggiano. Negli anni Ottanta e Novanta la cooperativa arriva a produrre fino a 100 mila quintali all’anno e fornisce praticamente tutta la montagna. A partire dal 2000 il lavoro comincia a calare, diminuisce il fatturato e i conti del Dragone ne risentono negativamente. Nel dicembre 2004 la cooperativa apre un negozio di cibi per animali domestici e prodotti per il giardinaggio: un’intuizione felice che per alcuni anni permette di salvare i bilanci. Il 30 gennaio 2010 scompare Amos Cabri, lo storico presidente del Dragone. Soci e dipendenti si trovano di fronte a un bivio: cessare l’attività o provare a ripartire con nuovi amministratori. Nel maggio 2010 viene eletto presidente Claudio Pattarozzi: lavora per il Dragone dal 1984 e si è sempre occupato delle lavorazioni e delle consegne. «Non avrei mai immaginato di diventare presidente e sinceramente credevo di non esserne capace», afferma. Con una squadra giovane e motivata (sua moglie Roberta Fiorentini è il mugnaio, cioè la persona che produce i mangimi), Pattarozzi punta sulla qualità del prodotto, cura molto il servizio al cliente, migliora l’immagine della cooperativa e la rilancia. In meno di tre anni la produzione annua dei mangimi risale a 100 mila quintali, il fatturato passa da due a quasi quattro milioni di euro. Oggi il Dragone conta otto dipendenti, settanta soci e oltre 200 clienti; al 90 per cento si tratta di aziende agricole che allevano vacche da latte (in Emilia), cavalli o pecore (in Toscana). Tra i clienti della cooperativa c’è anche Dynamo Camp, il camp di terapia ricreativa che, sorto nel 2007 in provincia di Pistoia, è il primo in Italia appositamente strutturato per accogliere bambini affetti da patologie gravi e croniche in terapia e nel periodo di post ospedalizzazione.

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