I biscotti del Re di Altedo


Ingredienti per preparare circa 2 Kg. di biscotti:

2 cucchiaini di bicarbonato
2 bicchierini di anice secco
250 gr. di burro
250 gr. di mandorle (intere)
100 g di cedro candito (da sminuzzare)
700 gr. di zucchero
7 uova
1 kg di farina
150 gr di zucchero a velo

Disporre a fontana la farina ben miscelata con il bicarbonato; unire lo zucchero, il burro fuso, le uova e l’anice in modo da ottenere un impasto omogeneo e piuttosto consistente. Aggiungere le mandorle intere sbucciate ed il cedro candito accuratamente pestato. Lavorare ancora la pasta affinchè il tutto sia distribuito in modo uniforme. Formare dei pani schiacciati lunghi circa 35 cm, larghi 5 cm e dello spessore di circa 2 cm. Portare in forno a 180° C per 40 minuti, attenti a non cuocerli troppo. Sfornare e lasciare raffredare bene. Tagliare i pani a fette di mezzo centimetro in modo trasversale ( a ” becco di luccio”) a formare i biscotti. Rimetterli allineati a forno caldo per 3/4 minuti e toglierli ancora bianchi, non devono assolutamente tostare. Una volta tiepidi cospargerli con lo zucchero a velo usando un colino da brodo.

Questa bontà altedese è un biscotto che si mantiene nel tempo se conservato in un recipiente ben chiuso (ad esempio una scatola di latta) ove siano stati ordinati a più strati e spolverizzati abbondantemente, ogni strato, con zucchero a velo.

Ricetta dell’agriturismo Il Cucco di Altedo (BO)

La storia dei biscotti del Re dal sito dell’agriturismo Il Cucco:

Durante l’ultimo anno della cosidetta “Grande Guerra” (1915-18), esattamente il 6 giugno 1918, il Re Vittorio Emanuele III effettuò una visita ufficiale ad Altedo.

Sua Altezza Reale, reduce dal fronte nord-orientale, era scortato dal Prefetto di Bologna Quaranta, dal Questore, da alti ufficiali dei Carabinieri ed altre autorità civili. Il corteo, composto da una decina di automobili guidate dalla Fiat color grigio verde del Sovrano, proveniente da Argenta e Molinella, ove aveva sostato, ed attraversati i centri di San Gabriele, Baricella e Rivabella, giunse alle ore 10,15 ad Altedo, parcheggiò nelle vicinanze del mulino di proprietà dell’allora locale Sindaco Zeno Pezzali e tutti, Re compreso, dovettero aspettare che scendesse dalla camera da letto.

Si narra che Zeno Pezzoli non avesse abitudini troppo mattiniere ed evidentemente anche la visita di un ospite non lo aveva eccessivamente affrettato; comunque un Sindaco di Altedo ha l’invidiabile primato di aver fatto aspettare il Re d’Italia per dormire un pò di più. Forse per alleviare l’imbarzzo, intanto, la signorina Anna Pezzoli, figlia del Sindaco, offrì al Re un mazzo di fiori che stava in un vaso sulla tavola, solo che gli bagnò gli austeri pantaloni militari: insomma non c’è che dire, un bel benvenuto!

Finalmente il Sindaco scese ed il corteo s’avviò verso la Cooperativa Agricola Marsiglia ove ad attendere erano i consiglieri Minozzi, Bignami e Mingozzi. Motivazione ufficiale del sopralluogo era di mostrare al Re le nuove tecniche di coltivazione del riso, coltivar assai diffuso anche nel vercellese, in particolarel’aratura funicolare in risaia con le apparecchiature mosse non più da una locomotiva a vapore ma da motori elettrici; il Sovrano comunque evidenziò interesse anche all’operazione di trapianto delle piantine nei vivai.

In realtà queste comparse sul territorio nazionale erano programmate per sostenere il fronte interno certamente depresso dall’andamento bellico e da acerrime lotte politiche. Conclusa la visita all’ azienda, al Re ed al suo seguito venne offerto un sontuoso rinfresco, nell’occasione la Signora Tuda Martinelli Pezzoli, madre del Sindaco Zeno, ideò un tipo di biscotto simile alle gallette che i soldati consumavano al fronte: erano biscotti dolci ed amarognoli con mandorle, cotti al forno, un poco croccanti.

Al regnante piacquero moltissimo tanto che pensò di mandarne alla tenuta di San Rossore ove erano i suoi figli. Si rivolse poi alla Signora Tuda se avesse gradito per questi biscotti il brevetto della Real Casa, ma ella rispose che i biscotti erano stati preparati esclusivamente per sua Maestà e non per essere messi in commercio. Prese quindi un tovagliolo, lo riempì di biscotti e legò, all’uso campagnolo, i quattro capi da mandare ai figli del Sovrano. Domandò però l’autorizzazione di poterli chiamere ufficialmente e per sempre “I biscotti del Re”.

Questi dolci, dopo quasi ottant’anni vengono ancora preparati ad Altedo, specialmente per Natale, Pasqua e per la festa delle Orazioni e sono diventati, assieme all’asparago verde ed alle “streghe della valle dè Conti”, vere e tipiche specialità altedesi.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.