I consumi alimentari tengono, ma si guarda alla convenienza

Tengono, nel 2009, i consumi alimentari delle famiglie italiane. Lo rileva l’Ismea che registra rispetto al 2008, un aumento dei volumi di acquisto dello 0,6%. In base alle stime, relative all’intero anno 2009, dell’indice elaborato dall’Istituto sulla base dei dati del panel famiglie Ismea-Nielsen (aggiornati fino al mese di novembre), i prezzi hanno registrato in media una contrazione dell’1,3% su base annua, con un conseguente ridimensionamento della spesa domestica alimentare stimato intorno all’1,4%. Analizzando la dinamica dei volumi acquistati, diminuiscono, rispetto al 2008, i consumi dei derivati dei cereali (-2%), carne bovina (-2%), olio di oliva (-3,4%), vino e spumante (-1,3%), mentre crescono gli acquisti di latte e derivati (+1,1%), prodotti ittici (+3,7%), ortaggi e patate (+1,4%), frutta fresca (+3,4%) e bevande analcoliche (+2,1%). La crisi economica non sembra, quindi, aver svuotato il carrello della spesa delle famiglie italiane, ma piuttosto ha contribuito a modificarlo, accelerando una tendenza già in atto negli ultimi anni che promuove comportamenti di acquisto più attenti alle promozioni e al rapporto qualità-prezzo degli alimenti.
Tra i prodotti premiati dal consumatore nel 2009, si possono citare in particolare: la frutta fresca (tranne gli agrumi), il riso bianco e le uova, che, se raffrontati al contemporaneo calo della domanda di succhi di frutta, riso parboiled e carne bovina, suggeriscono che a prevalere siano state scelte di consumo maggiormente orientate alla convenienza. Anche sul fronte dei canali di vendita prosegue l’ottimo momento dei discount (+10,4% nel 2009) e dei liberi servizi (+9,5%), mentre super e iper mercati evidenziano una situazione piuttosto stagnante (+0,9%), e il dettaglio tradizionale si dimostra in sofferenza (-8,4%). Per quanto riguarda la domanda estera, si rileva nel terzo trimestre del 2009 una significativa flessione dell’export in valore (-4,5%) e una lieve contrazione delle esportazioni in quantità (-0,6%), rispetto al terzo trimestre del 2008. I dati relativi ai primi nove mesi dell’anno evidenziano un marcato peggioramento del deficit agroalimentare in quantità (+18,4%), mentre in valore si è registrato un miglioramento: pur essendosi notevolmente ridotto l’export (-5,6%), infatti, ancora superiore è stata la riduzione del valore delle importazioni (-6,2%). In riferimento allo stesso periodo dell’anno, l’aggregato del Made in Italy ha visto una riduzione del 3,6% dell’export in quantità e del 5,9% dei flussi in valore. Tra i principali comparti, il vino ha visto una riduzione marcata dell’export in valore (-5,7%), dovuta alla forte flessione dei prezzi (-14%), mentre le quantità esportate sono aumentate (+9,5%). Dinamiche simili anche per le esportazioni di frutta fresca (esclusi gli agrumi) (-19% in valore e +2,4% in quantità) e della pasta (-9,7% in valore e +1,6% in volume). (Ansa)

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