I giorni della merla

neve2Ed eccoci agli ultimi 3 giorni di gennaio ( 29,30,31) che seconda la tradizione sono i cosiddetti “giorni della merla” . Un’altra versione mette invece insieme gli ultimi due di gennaio ( il 30 e 31) e il primo giorno di febbraio. Comunque sia, la stagione e’ questa. Va detto che i cambiamenti climatici hanno messo in crisi la tradizione perche’ dovrebbero essere i piu’ freddi di tutto l’anno, mentre le statistiche meteo degli ultimi decenni non lo confermerebbero. Forse questo 2015 riabilita la tradizone popolare perche’ in effetti le temperature si sono abbassate e in alcune aree del paese e’ arrivata la neve.Ma meteo e realta’ a parte, perche’ si chiamano cosi’? L’origine della locuzione “i giorni della merla” non è ben chiara. Sebastiano Pauli espone due ipotesi:
« “I giorni della Merla” in significazione di giorni freddissimi. L’origine del quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s’aspettò l’occasione di questi giorni: ne’ quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giugnere all’altra riva. Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne’ quali passò sovra il fiume gelato.»
Secondo altre fonti la locuzione deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.
C’e’ poi anche una versione più elaborata della leggenda, che racconta di una merla dallo splendido candido piumaggio, cui il mese Gennaio faceva brutti scherzi, e l’aspettava al varco quando usciva dal nido in cerca di cibo per gettare sulla terra freddo e gelo. E allora la merla, tanca delle continue persecuzioni di signor Gennaio, un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si offese tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò in un camino ma quando tre giorni dopo ne usci’ il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo, e così rimase per sempre con le piume nere. Di vero c’e’ comunque che nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo ventinove giorni.
Sempre secondo la leggenda, se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.
Una leggenda che varia da posto a posto, ed ha altrettante leggende, storie e anche festeggiamenti rituali . Una cosa è però in comune a tutti: il periodo.
Per predire il tempo che sara’, ci sono comunque anche altre tradizioni : c’e’ chi osserva il clima dei giorni dedicati a S. Antonio Abate il 17 gennaio e il 20 gennaio con S. Sebastiano . Un’altra festa per per pronosticare l’andamento del tempo è il 2 febbraio: La Candelora. Se per la Candelora, non piove, siamo fuori dall’inverno, ma se piove o tira vento, seguiranno altri quaranta giorni di brutto tempo.
Insomma occhio al cielo, da domani al 2 febbraio compreso!

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