I nostri fiumi sono bombe ad orologeria. La denuncia del Wwf


I fiumi italiani sono ”bombe ad orologeria” a causa della ”cementificazione del territorio e dell’assenza di una gestione unitaria dei corsi d’acqua”. Lo sottolinea Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia, intervenendo sul maltempo di questi giorni nel nord Italia. ”Si spende per le emergenze quando si dovrebbero usare le risorse per l’attivita’ ordinaria – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del Wwf Italia – E’ urgente potenziare i fondi per la prevenzione, per la manutenzione del territorio e per applicare i piani di bacino”. ”Dal 1956 al 2001 – ricorda Leoni – la superficie urbanizzata in Italia e’ aumentata del 500% e si e’ valutato che dal 1990 al 2005 siamo stati capaci di trasformare oltre 3 milioni di ettari, cioe’ una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme”. Secondo il presidente del Wwf, ”la sempre maggiore impermeabilizzazione dei terreni (dovuta alle coperture di cemento) e la perdita di capacita’ di ritenzione del territorio determina, in caso di violente precipitazioni, un vertiginoso aumento della velocita’ di scorrimento dell’acqua e la formazione di pericolosi colmi di piena che mettono a repentaglio i centri abitati di valle, manufatti, difese e sempre piu’ spesso vite umane”. Il Wwf punta il dito sui meccanismi di gestione dei fiumi. ”Sono fermi i ‘Piani di gestione del rischio alluvionale’ che le Autorita’ di distretto dovrebbero redigere secondo la direttiva sul rischio alluvionale in linea con la Direttiva quadro europea recepita a febbraio – ha continuato Leoni – Purtroppo le Autorita’ di distretto non sono mai state istituite”. In tutto questo l’associazione denuncia anche pesanti tagli nei finanziamenti per le Autorita’ di bacino. (ANSA).

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