I prezzi volatili uccidono la sovranita’ alimentare

La volatilità dei prezzi alimentari è il tema al centro delle discussioni di oggi, terzo giorno di negoziati presso il CFS (Committee on World Food Security) della FAO. Una occasione importante per la società civile e FOCSIV che su questo argomento ha proposto riflessioni e indicato possibili vie per giungere ad una risoluzione della problematica. Tra i documenti, particolarmente significativo quello che FOCSIV ha realizzato in occasione di questa sessione del CFS FAO sulla volatilità dei prezzi alimentari.
Di fronte alla crisi economica e alimentare le cui ricadute sulla stabilità sociale sono ormai sotto gli occhi di tutti non possiamo non ribadire l’importanza di “sostenere lo sviluppo di strategie per la sicurezza alimentare a breve e a lungo termine, adattate a contesti locali, per affrontare la crisi dei prezzi alimentari e sviluppare un meccanismo che monitori a partire dalle sessioni annuali del CFS tali strategie e il loro impatto sui prezzi delle derrate alimentari” spiega Sergio Marelli, Segretario Generale FOCSIV.
In questo contesto riteniamo fondamentale il ruolo della società civile per “guidare la revisione e la ridefinizione delle politiche commerciali per realizzare il diritto al cibo, in particolare combattendo la volatilità dei prezzi, richiedendo all’HLPE (Rapporto degli esperti di alto livello sulla sicurezza alimentare e la nutrizione) un resoconto sul modo in cui le politiche commerciali hanno effetto sulla capacità degli stati di prevenire la volatilità e favorire gli investimenti dei piccolo produttori” continua Marelli.
Inoltre FOCSIV sottolinea la necessità di sviluppare un codice di condotta, da adottare in vista della sessione del CFS di ottobre 2013, per un miglior uso e controllo delle riserve di cibo, che includa valutazioni sui possibili impedimenti all’uso e sulla reale adeguatezza delle riserve a livello locale, nazionale e regionale; e di riconoscere il bisogno di trasparenza, regolazione e supervisione dei mercati alimentari, richiedendo alla FAO di fornire revisioni annuali sull’efficacia di tali azioni negli Stati membri a partire dalla 38esima sessione del CFS.
“Data l’elevata richiesta di cereali per i biocarburanti, che mettono ricchi e poveri in diretta competizione per le limitate risorse – dice Marelli – è importante anche sollecitare gli Stati membri e i blocchi commerciali come l’Unione Europea ad abolire sussidi e tariffe doganali agevolate per i biocarburanti affinché la domanda di tali beni non sia più guidata artificialmente e facilitare una discussione multisettoriale che favorisca lo sviluppo di ogni possibile politica che combatta stili di consumo iniqui”.

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