I proverbi di ottobre: allodole, uccelli e migrazioni

“Quând utòbar l’è arivè tot i usel i vo marciê, pert i va in al val a pasturê, pert ala muntâgna i maròn a magnê ” questo lungo proverbio romagnolo apre la sequenza di saggezza popolare del lunario di Andrea Malossini per questa settimana autunnale. Letteralmente “Quando ottobre è arrivato tutti gli uccelli vogliono andarsene, parte va nelle valli a pasturare, parte in montagna a mangiare le castagne” e cioe’
in ottobre inizia la migrazione degli uccelli, anche se per alcuni è solo uno spostamento in luoghi vicini per procurarsi cibo: chi in pianura per beccare il frumento seminato e chi in montagna per le castagne.
Proverbi e santi sono spesso uniti nelle tradizioni popolari, e’ il caso di Giovanni che ricorre Martedì 23 ottobre, e che Mantova lega alle allodole : “Par san Gioàn Bon lodole a balon “, cioe’per san Giovanni Buono sono abbondanti le allodole. In occasione della festa del beato (non è ancora santo) Giovanni Bono, santo mantovano vissuto tra il 1168 e il 1249 e festeggiato il 23 ottobre è l’epoca del passo allodole, momento nel quale questi uccelli migrano nel Sud Italia e nel Nord Africa. Ma c’e’ anche da dire che si tratta di un esempio in cui si evidenzia come spesso i proverbi nascono sulla base della rima del nome del santo.
Ma domenica 21 ottobre, e’ la volta di Orsola: santa, vergine e martire (m. 453). La leggenda di Orsola e le undicimila vergini martirizzate nei pressi di Colonia, venne creduta vera per tutto il Medioevo. Più verosimilmente Orsola fu una giovane cristiana originaria della Britannia che, per evitare un matrimonio indesiderato, si recò in pellegrinaggio a Roma. Sulla via del ritorno, nei pressi di Colonia, fu catturata e uccisa dagli Unni di Attila assieme ad alcune sue compagne, che non erano 11mila, numero scaturito da un errore di traduzione (il luogo del martirio fu a undecim milia da Colonia, cioè 11 miglia) È la patrona di Colonia, ed è invocata per ottenere un matrimonio felice, (fuggì da un pretendente poco desiderato), contro le scottature e per ottenere una morte buona. Suo malgrado, è anche la santa che ha dato il nome alle “Orsoline”, congregazione di monache e suore dedite all’insegnamento fondato da sant’Angela Merici.
Il 24 ottobre si festeggia Antonio Maria Claret: santo e vescovo (Sallent, Catalogna, 1807 – Fontfroide, Francia, 1869). Sacerdote spagnolo, figlio di un tessitore, si recò a Roma dedicandosi alle missioni. Ritornato in patria, fondò la Congregazione Missionaria di Figli del Cuore Immacolato di Maria. Divenne poi arcivescovo di Cuba e, tornato in Spagna, confessore della regina Isabella, che seguì in esilio. Per tutta la vita non smise mai di predicare la fede cattolica e di pubblicare libri sull’argomento; per questo è stato scelto come protettore dei propagandisti cattolici. Fondò anche laboratori, musei e, non ultima, la biblioteca religiosa di Barcellona. Per questo merito è il patrono degli editori e dei librai. Grazie al lavoro svolto in gioventù nel laboratorio del padre, è pure protettore degli addetti spagnoli alla lavorazione e al commercio di tessuti. È infine patrono delle Casse di Risparmio, istituzione che egli stesso diffuse nell’isola di Cuba nel 1851.

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