I trattori stretti restano “in pista”

trattore stretto LandiniL’iter legislativo sui trattori stretti ha avuto, ieri pomeriggio al Parlamento europeo, un passaggio importante. Gli emendamenti, auspicati dalle industrie costruttrici di macchine agricole – in particolare da Assotrattori (FederUnacoma) – e sostenuti in Aula dalla Relatrice incaricata Elisabetta Gardini, sono stati in parte approvati lasciando margine per una positiva evoluzione della vicenda.
Dei tre emendamenti – che miravano ad ottenere per i trattori specificamente adibiti alle lavorazioni nei vigneti e nei frutteti una diversa tempistica nell’applicazione del nuovo regolamento sul trattamento dei gas di scarico – due sono stati approvati, ed uno non ha invece raggiunto  il quorum necessario.
Il primo emendamento approvato impegna la Commissione Europea ad effettuare ulteriori analisi prima di estendere il Regolamento dei motori per macchine mobili non-stradali ai trattori “stretti”, riconoscendo in pratica la difficoltà oggettiva a collocare nei cofani di questi trattori i voluminosi dispositivi per il trattamento dei gas di scarico.
Il secondo emendamento approvato dispone che i trattori “stretti” attualmente sul mercato siano riprogettati ex-novo solamente all’entrata in vigore del nuovo Regolamento, evitando in questo modo di apportare alcune modifiche parziali imposte da una brevissima fase intermedia. Il terzo emendamento, che puntava ad una ulteriore proroga nell’attuazione dei provvedimenti, non è passato. 
Un risultato, quello ottenuto ieri a Bruxelles, che dunque tiene in pista la questione, lasciando margini per una soluzione normativa realmente sostenibile per le industrie costruttrici.
La procedura legislativa prevede, a questo punto, la fase di negoziazione finale tra i rappresentanti di Parlamento Europeo, Consiglio dell’Unione Europea e Commissione Europea (Trilogo). La discussione si concluderà presumibilmente a dicembre 2015 con l’approvazione finale del Regolamento dei motori per macchine mobili non-stradali. Tre mesi ancora, dunque, per convincere il legislatore europeo in merito alle esigenze di carattere sia tecnico che industriale delle aziende costruttrici di trattori “stretti”, e quindi per evitare il rischio di un danno irreversibile per questo comparto della meccanica.

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