I vignaioli di Confagricoltura alla conquista della Germania

Il vino italiano, alla ricerca di nuovi sbocchi per aumentare l’export, guarda a mercati in crescita, a realtà lontane che si aprono al vino, senza dimenticare però le piazze “mature” e vicine, come la Germania. E lo si comprende dal fatto che il consueto focus che Confagricoltura propone al Vinitaly, nell’ambito dei progetti di internazionalizzazione per le imprese, dopo aver approfondito negli anni scorsi mercati promettenti in Asia, Sudamerica, Est Europeo, quest’anno ha riguardato proprio la Germania.
A tale proposito l’Organizzazione degli imprenditori agricoli ha promosso incontri di affari in fiera tra un nutrito numero di aziende associate e buyer tedeschi ed ha presentato, nel corso del proprio convegno, uno studio specifico sul mercato teutonico (a cura del segretario generale della Camera di Commercio Italiana per la Germania Claudia Nikolai).
D’altronde – rileva Confagricoltura – c’è una sostanziale fedeltà del consumatore tedesco al vino italiano che nel 2010, nonostante la crisi economica in atto ed una concorrenza sempre più agguerrita, ha mantenuto la propria quota di mercato (13%). Le nostre vendite hanno retto, mentre c’è stata una flessione dei consumi di vini francesi (quota di mercato del 12%, -1%), e spagnoli (quota 8%, -2%). I vini locali, che sono i più bevuti con una quota di mercato del 46%, hanno perso il 5%.
Quali sono i vini italiani più graditi dai consumatori tedeschi? Uno dei più apprezzati è il Prosecco (l’anno scorso la Germania ha assorbito il 33,3% delle esportazioni, cifra corrispondente al 36% della produzione totale di 61 milioni di bottiglie). Accanto all’ormai tradizionalmente affermato Asti Spumante.
C’è poi un interesse notevole – spiega Confagricoltura – per i vini rosé, freschi e fruttati, di facile beva (le vendite al dettaglio dei rosati sono aumentare del 6,5%, raggiungendo una quota di mercato del 9,6%), e recentemente anche per il Lambrusco.
Un altro trend delineatosi è quello dei vini biologici. Nei biosupermercati, ma anche negli altri canali della GDO e nella distribuzione tradizionale alemanna, è ormai normale trovare una vasta gamma di vini bio.
“Insomma i consumatori tedeschi si orientano verso bollicine, frizzanti, rosati, possibilmente biologici, del nostro Paese. Però stanno maturando, – osserva Confagricoltura – e cominciano ad orientarsi sempre più, anche se attenti al rapporto qualità-prezzo, verso vini qualitativamente migliori”.

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