Ieri il solstizio, oggi primo giorno d’estate

Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima . Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l’angolo di inclinazione terrestre e varia con un periodo di 41000 anni tra 22.1° e 24.5°. Attualmente è di 23°27′ e l’angolo è in diminuzione. Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno in occasione del solstizio di estate boreale, mentre raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in dicembre, in occasione del solstizio di inverno boreale, corrispondente all’estate nell’emisfero australe. Ieri, 20 giugno, e’ stato il giorno del passaggio verso questo 21 giugno con il solstizio dell’estate 2012 .
Da un esame di una tabella dei tempi dei solstizi si può verificare che il fenomeno ritarda di circa sei ore ogni anno (5 ore, 48 minuti e 46 secondi per la precisione), salvo subire un nuovo riposizionamento indietro ogni quattro anni, in conseguenza degli anni bisestili, introdotti proprio per evitare un progressivo disallineamento delle stagioni con il calendario. A causa di queste variazioni può capitare che il solstizio astronomico cada nell’emisfero nord (emisfero boreale) il 20 o il 21 giugno per l’estate, o il 21 o 22 dicembre per l’inverno.
Dal punto di vista astronomico, il raggiungimento del solstizio causa una serie di fenomeni osservabili tra i quali il sole allo zenit ai tropici (nella fascia di latitudini comprese tra il tropico del Cancro e il tropico del Capricorno, il Sole raggiunge lo zenit due volte l’anno. In altre parole, in ogni luogo compreso tra i tropici, per due giorni all’anno, il Sole è a perpendicolo al mezzogiorno locale (una meridiana non proietta ombra); all’equatore questo accade durante gli equinozi.) A differenza di quanto accade nella fascia tra i tropici, le località poste esattamente su uno dei due tropici sperimentano il fenomeno una sola volta e proprio in corrispondenza di uno dei due solstizi: il Sole è allo zenit a dicembre nelle località del tropico del Capricorno ed è allo zenit a giugno nei luoghi attraversati dal tropico del Cancro.Il fenomeno invece non si verifica per le località poste tra uno dei tropici e il relativo polo geografico, in quanto in queste latitudini, il sole non raggiunge mai lo zenit.
Altro fenomeno e’ la massima o minima altezza all’orizzonte : ogni giorno, il Sole compie un cammino apparente nel cielo che lo porta alla massima altezza rispetto all’orizzonte in un istante che prende il nome di mezzogiorno locale. Il giorno del solstizio di estate, al mezzogiorno locale, il Sole nei luoghi non compresi tra i tropici raggiunge la massima altezza sull’orizzonte possibile per quella latitudine.
Infine il cosiddetto Sole di mezzanotte :nelle località comprese tra i circoli polari e i poli, il Sole rimane tutto il giorno sopra l’orizzonte durante l’estate, quindi anche a mezzanotte. La durata di questo fenomeno dipende dalla latitudine: ai poli (90° di latitudine) il Sole non tramonta per metà dell’anno, a 80° per 71 giorni consecutivi, a 70° per 17 giorni. Il solstizio d’estate è l’unico giorno in cui il Sole non tramonta per le località poste sul circolo polare (66° 33′ 38″ di latitudine), latitudine limite inferiore di visibilità del fenomeno.
E non va dimenticato che il 21 giugno e’ l’inizio dell’esate , quando appunto il sole determina il giorno più lungo,
I popoli antichi chiamavano i due solstizi “porte”: Porta degli Dèi o degli Immortali quello invernale, Porta degli Uomini quello estivo. «Omero descriveva nell’Odissea un misterioso antro dell’isola di Itaca nel quale si aprivano due porte. Il poeta spiegava che la porta degli uomini è rivolta a Borea, cioé a Nord (e infatti al solstizio estivo il sole si trova a nord dell’equatore celeste), mentre quella degli dèi e degli immortali è volta a Noto, ovvero a sud, perché l’astro al solstizio invernale si trova a sud dell’equatore.»
Fin dall’antichità gli uomini si erano resi conto di questi cambiamenti e avevano celebrato l’evento con diversi festeggiamenti. Gli antichi greci chiamavano il solstizio estivo “Porta degli uomini”, poiché, nella loro mitologia, era il momento in cui le anime uscivano dalla caverna cosmica.
I solstizi erano anche festeggiati dalle grandi civiltà dell’America precolombiana, in Perù per esempio, il dio sole, Inti, che era anche l’Imperatore, riceveva grandi sacrifici di animali ed offerte naturali, in modo propiziatorio perché i raccolti estivi fossero abbondanti.Un riferimento astronomico molto importante, come abbiamo visto è l’equatore celeste. Si tratta della proiezione (immaginaria) sulla volta celeste dell’equatore terrestre: è un semicerchio e mostra il percorso del sole. Durante gli equinozi (primavera e autunno) si ha parità fra giorno e notte: dodici ore di luce e altrettante di buio. In tutti gli altri giorni dell’anno il percorso giornaliero del Sole è parallelo all’equatore celeste: in primavera ed estate si ha un percorso maggiore dell’equatore celeste, quindi il giorno prevale sulla notte, in autunno e inverno accade esattamente il contrario

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