Il caciocavallo di Ciminà è nuovo presidio Slow Food


E’ compresa nell’area dell’entroterra ionico della locride, a ridosso del Parco dell’Aspromonte, l’area d’elezione del caciocavallo di Ciminà, il nuovo presidio slow food della provincia di Reggio Calabria. A Bra (Cuneo), in occasione della dell’ottava edizione di Cheese, evento internazionale incentrato sulla valorizzazione delle forme del latte, è stato presentato il nuovo giacimento gastronomico che si aggiunge a quello del capicollo Azze Anca, un ennesimo risultato delle attività della Condotta Reggio Area Grecanica e dell’amministrazione comunale di Ciminà che si è impegnata in questi anni per la valorizzazione del prodotto. Il caciocavallo di Ciminà, che in passato ha anche ottenuto la De.Co. (denominazione comunale) è un formaggio a pasta filata ottenuto da latte di bovine di razza podolica (90-95%) tipica delle zone pedemontane dell’Aspromonte e latte caprino (restante 5-10%). La forma è quella classica del caciocavallo a sfera, che può andare da 1 a 2-3 chilogrammi di peso. Il sapore è deciso, con qualche richiamo di latte caprino, molto sapido e con una piccantezza che aumenta con la stagionatura. “Abbiamo raggiunto – ha spiegato Enzo Milasi della condotta reggina intervenendo a Bra – un traguardo molto atteso. Un traguardo importante e lusinghiero per il comitato di Condotta, per i soci, per i produttori del caciocavallo e, soprattutto, per la Calabria. Nel movimento Internazionale Slow Food, abbiamo visto, inoltre, un ottimo alleato per accendere un faro sulla nostra tanto amata quanto difficile terra; faro che potesse consentirci di illuminare quegli aspetti che spesso, troppo spesso, sono rimasti sconosciuti o sottovalutati”. Il presidio, che riunisce una dozzina di produttori della locride che allevano sui pascoli della zona, ha preso corpo proprio in occasione di uno dei momenti conviviali della Condotta. “In questa circostanza – ha aggiunto Milasi – i soci hanno conosciuto ed apprezzato di alcuni allevatori e produttori del posto; persone ed imprenditori che praticano un modello di agricoltura basato sulla qualità, sul rispetto delle stagioni e sul benessere animale. Sono questi gli autentici ‘Intellettuali della terra’ che ogni giorno lottano per la salvaguardia dei prodotti buoni, puliti e giusti, dei prodotti radicati nella cultura del nostro territorio e che costituiscono una produzione alimentare sostenibile. Dalla visita nelle aziende e dal costruttivo confronto con i produttori e con gli allevatori, ma anche con i referenti del territorio, gli associati hanno conosciuto il caciocavallo di Ciminà. E proprio grazie alla caparbietà del sindaco Domenico Polifroni e alla passione per le nostre tradizioni, che si è riusciti a raggiungere il riconoscimento del caciocavallo di Ciminà come presidio Slow Food”. (ANSA).

Foto da Atlante Caseario

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